Referendum, a Fornovo dibattito molto acceso nella serata informativa

Il dibattito tra il sì e il no al Referendum è stato molto accesso, ottima…

Il dibattito tra il sì e il no al Referendum è stato molto accesso, ottima la risposta del pubblico molto numeroso

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Bella la cornice di pubblico accorso nella Sala Civica del Comune di Fornovo per assistere al dibattito tra il Comitato del “” al referendum e quello del “No“. A rappresentare le due parti c’erano l’Onorevole Giuseppe Romanini per il Sì e l’avvocato Silvia Manderino per il No. In mezzo Luigi Alfieri a tentare di mettere ordine.

L’impressione, almeno dagli applausi scroscianti e rumorosi, è che il pubblico presente fosse quello degli “appassionati” alla materia che sanno già come votare. Se fosse in vigore l’applausometro diremmo anche che a Fornovo ha stravinto il No. Considerando i decibel raggiunti in sala dagli applausi soddisfatti di chi ha assistito parteggiando. Tra il pubblico c’è anche chi arriva credendo di essere addirittura ad una riunione interna del Comitato per il No e fa sentire, durante tutta la serata, il suo fermo punto di vista con brusii di disappunto quando parla Romanini.


La serata

Ad aprire la serata sono stati Silvia Iasoni del Circolo Arci Guatelli di Riccò e Alex Larini, segretario del Pd fornovese. La Iasoni ha sottolineato l’importanza di “avvicinare la discussione ai cittadini“, non lasciandoli così in balia del talk show. Larini ha invece fatto gli onori di casa porgendo il suo saluto. Ad aprire il dibattito è stato l’avvocato Manderino, sostenendo che il quesito referendario non sia scritto nella forma corretta. Tanto da “portare l’elettore a rispondere sì anche se non interessato“.

Romanini ha ricordato la fase storica che ha portato i nostri padri costituenti a creare un sistema zeppo di contrappesi. L’onorevole ha poi asserito che “oggi questo sistema non è più efficacie come 30-40 anni fa e può essere superato“.  La Manderino ha poi aggiunto che “oggi Camera e Senato lavorano insieme, senza rallentare le leggi“. Quindi secondo il fronte del “No” non servirebbe nessun superamento del bicameralismo.

Tra le note più interessanti della serata vi è poi stato il fatto che Romanini abbia confessato l’incapacità del governo a concludere le riforme nella forma desiderata. Un esempio su tutti? la legge sulle Unioni Civili che “senza Alfano sarebbe stata diversa“. Una buona ragione, a suo dire, per lasciare a chi vince le elezioni la possibilità di avere una vera maggioranza. Quindi di conseguenza di governare secondo quanto promesso in campagna elettorale.

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