Lucchi alla Corte Costituzionale: “Ho rancore verso le Istituzioni, sto pensando di dimettermi”
In una lettere a Marta Cartabia, Vice Presidente della Corte Costituzionale, Lucchi confida la sua delusione verso lo Stato
In una lettera a Marta Cartabia, Vice Presidente della Corte Costituzionale, Lucchi confida la sua delusione verso lo Stato
Torna a scrivere Luigi Lucchi. La sua ultima lettera è indirizzata alla Vice Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia. Per conoscenza la riceveranno anche il Presidente della Corte Costituzionale e Sergio Mattarella. Nel 2016, come si legge nella lettera, Lucchi era rimasto sorpreso dalla sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava illegittima la riduzione del Fondo Sperimentale di Equilibrio dei Comuni. Tra le motivazioni vi era il mancato coinvolgimento dei Comuni.
“Ora – confida Lucchi analizzando la situazione attuale – sono ricaduto, vedendo il comportamento del Governo, direi dello Stato nel suo insieme, in una profonda delusione. Una delusione che mi provoca rabbia e forti dolori di stomaco“. Si rivolge poi direttamente alla Cartabia, Lucchi affermando che “il suo lavoro, i suoi approfondimenti, la sua professionalità, la sua e vostre decisioni completamente ignorata e disattesa“.
Com’è possibile, mi chiedo, tutto questo?
Il Governo non ha preso in considerazione la sentenza della Corte Costituzionale. “Com’è possibile?“, si chiede Lucchi. “Nella mia ingenuità, buona fede, mi attendevo, dal Governo, il ristoro, al mio Comune, del maltolto“, prosegue. Restituzione che non è mai avvenuta. La cifra che il Comune di Berceto attende è di 179.503,87€. Una cifra comunque importante per un piccolo comune di montagna con 131 chilometri quadrati di territorio da amministrare. “Un territorio che dobbiamo – specifica Lucchi – salvaguardare dal dissesto, dalla rovina. E dove la Comunità è formata prevalentemente da anziani“.
Dopo aver inviato una mail di posta certificata al Ministro competente e non aver ricevuto nessuna risposta, Lucchi ha contattato l’Avvocato Marcello Cecchetti. Il consiglio che è stato dato a Lucchi è stato quello di far causa allo Stato. Anche se questo vorrebbe dire avere poche probabilità di riuscita e la certezza di spendere fondi pubblici.
“Ho motivo di riporre fiducia in Cecchetti. Ma pur essendo un Sindaco battagliero, come vuole il mio giuramento sulla Costituzione, fatto al momento del mio insediamento, non posso, in coscienza, mettere a repentaglio soldi del Comune. Non riesco neppure a far fronte, con il misero bilancio comunale, a bisogni minimi dei miei concittadini“, continua Lucchi.
La speranza respirata dopo l’approvazione della sentenza della Corte Costituzionale sta pian piano svanendo. “Sto meditando di dimettermi – annuncia Lucchi alla fine della lettera – sapendo che non si può amministrare con venature di rancore. Non si può amministrare senza riporre fiducia nelle Istituzioni“. Una fiducia che il Sindaco di Berceto sembra aver perso del tutto.
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