Caso di malaria a Trento: muore una bambina; primo caso in trent’anni

La famiglia non è stata all’estero, ma il virus della malaria si trasmette solo da zanzare non presenti in Italia; l’ospedale Santa Chiara verrà disinfestato

La famiglia non è stata all’estero, ma il virus della malaria si trasmette solo da zanzare non presenti in Italia; l’ospedale Santa Chiara verrà disinfestato

TRENTO | Una bambina di quattro anni è morta tra domenica e lunedì per un caso rarissimo di malaria, malattia che in Italia non uccideva da tantissimi anni. La vittima era stata trasportata d’urgenza al Santa Chiara di Trento per le cure, ma non c’è stato nulla da fare. Ora si cercano delle spiegazioni, perché la famiglia non aveva fatto viaggi all’estero nei giorni scorsi, ma era stata in Veneto. Ci sono molti dubbi, invece, per quanto riguarda un ricovero che la piccola Sofia, questo il nome della bimba, aveva avuto dopo ferragosto: si tratta del periodo in cui due ragazzini erano ricoverati al Santa Chiara per aver contratto la malaria in Africa, ma al momento dati certi non ce ne sono.

La bambina è stata colpita da malaria cerebrale: forma più grave e aggressiva della malattia; il morbo viene trasmesso dal Plasmodium Falciparum, protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles. Nel caso si contragga la malattia la morte, nei casi più gravi, può arrivare entro 24 ore. Quando è arrivata in ospedale pare che Sofia fosse ancora cosciente, ma poco dopo la situazione è precipitata ed è entrata in coma. La bimba è stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Brescia, dove oltre alla Rianimazione pediatrica è presente un Istituto per le malattie tropicali. Lì, purtroppo, è avvenuto il decesso.


È un caso criptico, rarissimo“, ha spiegato Giovanni Rezza, medico epidemiologo e responsabile del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, a repubblica.it. “Questo perché – ha spiegato l’esperto – questa malattia viene trasmessa da un certo tipo di zanzara che in Italia non c’è ed è ignota la modalità di trasmissione. So che la piccola non è stata all’estero. A questo punto, occorre attendere l’indagine epidemiologica. Visto che in Italia la zanzara non esiste, la trasmissione allora può avvenire con contatto sangue nel sangue e quindi da qualcuno che ha già contratto il virus. Ma ora non sappiamo nulla sulla modalità di trasmissione e, sottolineo, questi sono casi davvero molto rari“.

È la prima volta in trent’anni di carriera che assisto ad un caso di malaria autoctona in Trentino“, ha detto perplesso Claudio Paternoster, primario di malattie infettive all’ospedale Santa Chiara di Trento. “Con i servizi di veterinaria e igiene pubblica faremo un’indagine“, ha spiegato lo specialista.

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