“MiFidoDiTe?”: arriva il progetto per sconfiggere bullismo e cyberbullismo
Ad essere colpiti sono i più giovani ed i più fragili: le aggressioni si verificano con offese, insulti, derisione per l’aspetto fisico, diffusione impropria di video e immagini e sono un fenomeno in aumento
Offese, insulti, derisioni, diffusione impropria di video ed immagini: la Regione vuole sconfiggere e prevenire bullismo e cyberbullismo
REGIONE EMILIA ROMAGNA | Ad essere colpiti sono i più giovani ed i più fragili: le aggressioni si verificano con offese, insulti, derisione per l’aspetto fisico, diffamazione, esclusione per le proprie opinioni, diffusione impropria di video e immagini e sono un fenomeno in aumento. Il bullismo e il cyberbullismo è uno dei rischi di disagio sociale che maggiormente colpisce gli adolescenti.
Diverse sono le azioni che Enti Pubblici e Organi di Sicurezza stanno mettendo in campo per arginare questo fenomeno. La Regione Emilia Romagna ha promosso un convegno finalizzato all’illustrazione e alla prevenzione dei comportamenti violenti da parte degli adolescenti e alla sensibilizzazione dell’uso corretto della rete grazie al progetti pilota “MiFidoDiTe?“. L’obiettivo di questo importante progetto è educare alla legalità e promuovere un’educazione di prevenzione contro il bullismo.
Un piano di azione rivolto agli adolescenti
“MiFidoDiTe” ha coinvolto ragazzi delle scuole medie, genitori, insegnati e Polizia Municipale. Le forze dell’ordine si sono raccomandate di fare attenzione al dialogo con i ragazzi, ad eventuali cambi di comportamento repentini; ma hanno anche sottolineato l’importanza del controllo dei contenuti sui social e la necessità di segnalare o denunciare le possibili manipolazioni in rete.
Entro la metà del 2018 si aggiungerà anche un Piano di Azione Regionale sull’Adolescenza con l’obiettivo di contrastare nuove forme di dipendenza e di disagio negli adolescenti: si parla di cyberbullismo, ma anche di autolesionismo, abbandono scolastico e disagio sociale. Nel corso dell’ultimo anno, in progetti che riguardano l’adolescenza, la Regione Emilia Romagna ha già investito 126mila euro.
Il commento
@ChiaraCorradi
Credo che ci sia una sola parola che descrive i bulli e i loro atteggiamenti: ignoranza. Un’ignoranza che si può vedere sotto diverse sfaccettature: l’ignoranza di chi offende, di chi giudica, di chi ‘sfotte’ e manca di rispetto perchè essere ignoranti significa anche non conoscere i valori del rispetto per gli altri, ma nemmeno quelli che stanno alla base della società civile. Poi c’è l’ignoranza di chi vede ma non parla, perchè ignorare che possano accadere fatti come questo è grave tanto quanto giustificarli. E quindi c’è anche l’ignoranza di chi giustifica e di quelli che fanno finta che problemi di questo tipo non esistano.
Dopo l’ignoranza, dall’altra parte – la più debole – ci sono le vittime. Spesso giovanissime, incapaci di difendersi e di agire. Le ricadute degli atti di bullismo hanno effetti devastanti sul piano fisico, ma sopratutto su quello psicologico. E queste ferite sono quelle più difficili da rimarginare. Sono quelle che segnano e che non passano nonostante il tempo. A volte nemmeno nonostante gli anni. Ecco perchè il bullismo è un fenomeno che dobbiamo smettere di ignorare. Che dobbiamo conoscere, perchè solo in questo modo potremmo affrontarlo. E sconfiggerlo.

