Basilica della Steccata: custode e sigillo della devozione mariana | CHIESE DI PARMA
La devozione dei parmigiani per la Madonna della Steccata fondamentale per la costruzione del Santuario…
La devozione dei parmigiani per la Madonna della Steccata fondamentale per la costruzione del Santuario Mariano: al suo interno la Pietà in memoria di Maria Luigia d’Austria
LE CHIESE DI PARMA | Alla fine del XIV secolo i parmigiani iniziarono a venerare l’immagine di una Madonna allattante, realizzato all’esterno della facciata di un piccolo oratorio nel Centro Storico della città: l’afflusso di persone ad ammirare la Madonna e a chiederle grazie e aiuti era così numeroso che si rese necessario proteggerla con uno steccato. Per tutti, allora, divenne la Madonna della Steccata e alla metà del 1500 la Confraternità della Vergine Annunziata decise di custodirla in un grande santuario, la cui costruzione iniziò di lì a poco.
La Basilica Magistrale di Santa Maria della Steccata nasce dalla devozione dei parmigiani per l’immagine della Madonna allattante, che tutt’ora è custodita all’interno del Santuario. Impossibile non notarne la maestosità passeggiando per il Centro Storico, a pochi passi dal Teatro Regio: la Chiesa della Steccata – così come amano chiamarla i parmigiani – è stata costruita per volere della Confraternità della Vergine Annunziata tra il 1521 e il 1539. Prima della sua costruzione esisteva un oratorio, che ospitava un’immagine di San Giovanni Battista. Nell’antica Strada San Barnaba – questo il nome antico di via Garibaldi – aveva preso sede una Confraternità dedicata alla Vergine Annunziata, il cui scopo era quello di distribuire doti matrimoniali per le ragazze di Parma che non avevano beni di proprietà.

Quando nel XIV secolo sulla facciata dell’oratorio venne dipinta una Madonna allattante i parmigiani iniziarono a farvi tappa quotidianamente, per richiedere grazie e per pregare per i propri cari. Una devozione così intensa che la Congregazione, per preservare il dipinto, fu costretta a realizzare uno steccato che regolasse l’afflusso dei pellegrini parmigiani. Da allora la Madonna allattante divenne per tutti la Madonna della Steccata. Davanti ad una devozione così forte, la Confraternità decise di far costruire un Santuario Mariano: a posare la prima pietra, il 4 aprile 1521 fu il vescovo di Lodi. La consacrazione avvenne il 24 febbraio 1539 da parte del Cardinale Gian Maria Ciocchi del Monte, legato papale nel ducato di Parma e Piacenza.
Un progetto che riprende quello di San Pietro a Roma
I lavori di costruzione della Basilica durarono dal 1521 al 1539 e furono, inizialmente, affidati a due architetti di Torrechiara, Bernardino e Giovan Francesco Zaccagni. Nel 1525 la direzione dei lavori fu affidata a Gian Francesco d’Agrate. Non si conosce con esattezza la paternità del progetto, ma è chiaro il rimando alla Chiesa di San Pietro in Vaticano, progettata dal Bramante. La Chiesa è impostata su una pianta a croce greca, i cui bracci si estendono seguendo gli assi cardinali e sono chiusi da quattro absidi: tra ognuno dei bracci è stata realizzata una cappella. La posizione delle finestre è stata studiata per dare risalto ai dipinti interni e per far sì che la luce si diffonda in modo graduale in tutta la Chiesa, creando un’atmosfera soffusa e di preghiera.
A ricevere la quantità maggiore di luce è la Cupola, di derivazione romana. I lavori di realizzazione di quest’ultima, tra il 1526 e il 1527, furono supervisionati da Antonio da Sangallo il Giovane. Numerosi gli affreschi che si trovano all’interno, tutti di scuola parmense: inizialmente la decorazione pittorica dell’abside e del sottarco venne affidata a Francesco Mazzola (il Parmigianino) che avrebbe dovuto terminarla in 18 mesi. Non riuscito nell’impresa venne fatto incarcerare nel 1539, per ordine dei committenti che affidarono l’incarico a Giulio Romano e poi a Michelangelo Anselmi. Del lavoro del Parmigianino, oggi, si può ammirare alla Steccata solo il sottarco con le figure delle sei Vergini. A proseguire – e a terminare – i lavori della Cupola fu Bernardino Gatti che, tra il 1560 e il 1572 portò a termine il grande affresco dell’Assunzione della Vergine.

Un ulteriore elemento di rilievo è l’Organo del Presbiterio, costruito nel 1574 da Benedetto Antegnati. La restaurazione del 1970 ha voluto riportare alla luce la fisionomia originale dell’organo con il ripristino delle canne di facciata, dei comandi meccanici e dell’estensione originaria di somiere e tastiere. Opposta all’organo la Cantoria realizzata in legno intagliato e dorato e decorata nel 1761 dal Rubini con pitture monocromo.
L’influenza di Maria Luigia d’Austria
Nel 1781 Papa Clemente XI fece della Chiesa della Steccata la sede dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, sottraendola così alla Congregazione dell’Annunziata. Nel 1823 fu la Duchessa di Parma Maria Luigia d’Austria a volere la realizzazione di una cripta per conservare le spoglie dei duchi e dei principi delle casate dei Farnese e dei Borbone, che avevano dato prestigio alla città. Tra questi quelli di Ottavio ed Alessandro Farnese, di Sforzino Sforza e di Adamo Niepperg.

In memoria della Duchessa, nel 1851, venne collocato all’ingresso un monumento con la Pietà di Tommaso Bandini, voluto da Carlo III Borbone per ricordare la Duchessa con un segno tangibile di gratitudine e di pietà. Nel 2008 la Chiesa della Steccata è stata elevata al rango di Basilica Minore, seconda per importanza solo alla Cattedrale di Parma.





