La psicoterapia sensomotoria per bambini e adolescenti | Due chiacchiere con lo Psicologo
Emanuela AlfieriPsicologa, Psicoterapeuta, PhDwww.alfieriemanuela.com La terapia parlata nel trattamento dei bambini e adolescenti ha dei…
“Quando senti qualcosa lo dimenticherai.
Quando vedi qualcosa, la ricorderai.
Ma è solo quando fai qualcosa che la comprenderai”
Proverbio Cinese
Emanuela Alfieri
Psicologa, Psicoterapeuta, PhD
www.alfieriemanuela.com
La terapia parlata nel trattamento dei bambini e adolescenti ha dei limiti in quanto il bambino non può tenere molteplici modelli di lavoro e i centri del linguaggio nel cervello non sono ancora sviluppati. Gli eventi, in questa fascia d’età, potrebbero non essere codificati verbalmente. Inoltre un approccio con la Terapia Sensomotoria permette l’accesso al “sé implicito” del bambino e dell’adolescente. Negli incontri il terapeuta presta molta attenzione, quindi, ai comportamenti non-verbali: gesti, espressioni facciali, qualità dello sguardo, abitudini di movimento ed emotive. Questo schema di lettura permette di leggere com’è stata la qualità comunicativa di quel bambino e delle relative figure di attaccamento genitoriali.
Obiettivi del trattamento
Il terapeuta aiuta il bambino ad “accettare ed integrare certe emozioni, a riconoscerne altre, bypassare, a regolare le emozioni distruttive, ad esprimere quelle che favoriranno le relazioni, a contenere e lenire emozioni dolorose ed esplorare e trasformare emozioni maladattive” (Greenberg, 2007). Il terapeuta si pone come regolare psicobiologico interattivo (Schore, 1994) con un’attitudine curiosa, coinvolgente e interattiva con esperimenti di mindfulness aiutando il bambino a diventare consapevole dell’esperienza interiore. Inoltre deve rispecchiare azione e movimento del bambino e porsi con costanza come modello di coinvolgimento in attività appropriate per la linea evolutiva del bambino.
Di cosa possono soffrire bambini e adolescenti?
Esperienze Traumatiche sopraffacenti che difficilmente possono essere integrate dal bambino: morte o malattia della figura di accudimento, ospedalizzazioni ed interventi chirurgici. Anche trasferimenti, sradicamento da casa in ambiente sconosciuto può creare una destabilizzazione emotiva.
Esperienze di Attaccamento Traumatiche: Ad esempio figure di attaccamento spaventose (urla, comportamenti aggressivi). Oppure essere stati presenti/testimoni di violenza domestica (trauma vicario).
Esperienze di Attaccamento (non traumatiche) con figure di attaccamento che causano stress emotivo ma che non sopraffanno il bambino (genitore troppo permissivo o troppo critico con regolazione emotiva carente).
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