App Immuni, interrogazione parlamentare da Parma: “Che fine fanno i dati degli utenti?”

Il senatore parmigiano della Lega Maurizio Campari ha inoltrato un’interrogazione al Presidente del Consiglio Giuseppe…

Il senatore parmigiano della Lega Maurizio Campari ha inoltrato un’interrogazione al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito all’utilizzo e ai punti non ancora del tutto chiari dell’applicazione “Immuni“, che, come sembra probabile, verrà utilizzata dal Governo per tracciare le persone durante la Fase 2. Il senatore è determinato ad ottenere chiarimenti circa le ragioni che hanno spinto il Governo nella selezione dell’app; ma non solo: con il contributo di Francesco Biacchi, imprenditore di Borgotaro esperto nel settore, Campari ha chiesto dove saranno localizzati e da chi saranno gestiti i server sui quali verranno conservati i dati. L’utilizzo di quest’ultimi, insieme alla domanda su quali azioni ha in mente l’Esecutivo per assicurare la loro tutela e riservatezza, è un altro punto essenziale dell’interrogazione, che si conclude con la richiesta di spiegazioni circa il controllo della Bending Spoons Spa, l’azienda sviluppatrice del software.

Francesco Biacchi ha spiegato le funzioni dell’applicazione, che, essenzialmente, sono due: la prima consentirà di tracciare le persone tramite tecnologia Bluetooth, permettendo così di stabilire con chi sono entrate in contatto e identificare possibili contagiati. La seconda autorizzerà il Governo a stilare un diario clinico con tutti i dati più importanti del singolo individuo come età, malattie precedenti, assunzione di farmaci, possibili sintomi e informazioni circa il suo stato di salute. Per Biacchi, un altro punto oscuro riguarda l’interazione tra l’App e le A.P.I (Application Programming Interface), ovvero quei software che dovranno collegare “Immuni” a Google e Apple: secondo l’imprenditore, infatti, vi è il rischio che i dati possano spargersi anche sui server delle aziende straniere.


Campari sostiene che un metodo così invadente sulla riservatezza delle informazioni renda indispensabile delle garanzie riguardo la protezione e la tutela dei dati personali. Il senatore porta alla luce il precedente dell‘Inps, in cui – sempre secondo il leghista – il Governo ha dimostrato tutta la sua incapacità nel mantenere segreti i dati degli iscritti, e anche la comunicazione degli errori fu fallace e poco trasparente. In chiusura, Campari reputa che la partecipazione dei singoli individui dovrà essere intenzionale e deliberata e che l’approvazione al trattamento dei dati non dovrà essere usato come ricatto per l’utilizzo di servizi, beni o libertà di movimento.

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