A cosa è servito chiudersi in casa durente le feste natalizie?

A cosa è servito chiudersi in casa durante queste feste se la percentuale dei positivi sul numero dei tamponi effettuati continua ad aumentare? A cosa è servito sacrificare la visita a parenti ed amici se la situazione non migliora? Perché prendere queste misure se effettivamente dovremo trascorrere altri giorni con delle limitazioni? Queste sono alcune delle domande che si leggono quotidianamente sotto gli articoli di giornale dei maggiori media nazionali sui loro canali social.

Rispondere a queste domande non è banale, perché è possibile che alcune persone non riescano a cogliere a pieno il senso profondo delle privazioni che siamo portati a vivere e a sopportare per senso di responsabilità. È importante rispondere alle perplessità che ognuno di noi incontra, per non correre il rischio di vanificare quanto di buono si stia facendo nel rispettare le restrizioni imposte dai Governi di tutto il mondo – e non solo il nostro – per arginare la pandemia di nuovo coronavirus. È chiaro che i risultati delle varie quarantene che siamo chiamati a rispettare, non possano essere direttamente e concretamente tangibili. Non ci sarà mai un grafico che potrà dirci “oggi non sono state contagiate X persone in virtù dei comportamenti corretti assunti dalla parte di popolazione che ha deciso di seguire le restrizioni”. Tuttavia, possiamo dedurre che uscire lo stretto indispensabile diminuirà sicuramente le probabilità di contagiare qualcuno qualora si venga a contatto con il virus e allo stesso tempo diminuiranno le possibilità di essere contagiati incontrando il minor numero di persone possibili. Usare le mascherine e utilizzare il gel diminuiranno ancora di più tale rischio.

In un mondo perfetto tutto questo prevederebbe che i contagi nel giro di poco tempo iniziassero a tendere verso le zero. Sfortunatamente non viviamo ancora in questo mondo perfetto. E quindi cosa accade? Che incappiamo spesso e volentieri nei trasgressori. Ognuno di essi, a seconda di quanto sia alto l’indice di trasmissibilità del virus, potenzialmente – se positivo – potrà contagiare un numero preciso di persone, che a loro volta ne contageranno altre, e così via. Accadrebbe, in sostanza, esattamente quello che succede in una sala di un teatro o di un cinema al termine dello spettacolo: è sufficiente che un solo spettatori inizi ad applaudire per rendere un singolo applauso un coro di mani che battono all’unisono.

Proprio per questo, allora, diventa necessario seguire le regole e le misure individuate per arginare la diffusione del virus: per evitare che il contagio assuma proporzioni incontrollabili, per evitare che un applauso si trasformi in frastuono. Aver deciso di seguire le regole, di trascorrere le festività natalizie in sobrietà non è stato vano: è servito invece per salvare milioni di persone dal contatto con il Covid-19. Se la percentuale di casi positivi aumenta, è solo per due fattori: il numero di tamponi effettuati inferiore ad uno/due mesi fa; la tendenza a trasgredire le regole dell’uomo, che porta inevitabilmente a delle conseguenze, ma in questo caso non saranno più solo individuali e nocive per sé, ma collettive e potenzialmente catastrofiche per l’intera popolazione.

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