Il tour del rocker italiano ha fatto tappa a Parma, tra l’ironia dei suoi versi e il suono della sua armonica, come un “giullare che beffa il potere”

Sabato 7 settembre il super ospite del Festival del Prosciutto di Langhirano, ha scaldato i fan con il tutto esaurito. Edoardo Bennato era atteso in Piazza Celso Melli alle 21.30 per far tappa durante il suo tour estivo 2019: tredici date per cantare i suoi successi fino all’ultimo singolo “Ho fatto un selfie“, nato tra polemiche politiche e satira. Bennato sa coprire il punk e il blues, ma la sua anima resta comunque rock, il genere musicale che è anche uno stile di vita e che per lui rappresenta una vera e propria fede, che ancora oggi, dopo più di cinquanta anni di attività, fa divertire e cantare le piazze italiane.

Quaranta album pubblicati, primo cantante italiano a riempire San Siro, primo artista italiano ad essere etichettato punk, ma soprattutto colui che per molti critici e musicisti è uno dei più grandi rocker del nostro Paese. Signori e signore, i numeri di Edoardo Bennato parlano chiaro: il cantante si è distinto nel panorama musicale con la sua ironia e voglia di rompere gli schemi, caratteristiche che gli hanno permesso di ritagliarsi un ruolo definito nella musica e un pubblico che lo segue e ama, dandogli calore e ilarità. “Suonare in Emilia Romagna è sempre una vera emozione. La festa di Langhirano, perché è stata una festa, mi ha dato ancora di più, se
possibile, l’opportunità di avere un Pubblico attento e partecipe
“, afferma il cantante in riferimento al suo ultimo concerto a Parma. “Cosa mi aspetto dalle altre date? Partecipazione: è ciò che ha distinto questo tour e i concerti di questa estate“, ma che ha determinato, ci sentiamo di aggiungere, tutta la sua carriera da cantante e musicista.

Edoardo infatti, sa suonare molti strumenti, dalla chitarra al tamburello fino al kazoo, ma la sua arma vincente è indubbiamente l’armonica a bocca. Il suono del piccolo strumento dà un tocco alternativo alle sue melodie, che da “Sono solo canzonette” fino all’ultimo album, ha fatto da sottofondo alla sua satira e al suo profondo senso di contro-potere espresso sempre attraverso il rock. Bennato infatti afferma: “Il rock per me non è soltanto un genere musicale, ha a che fare con lo stile di vita… forse anche come religione! Scherzi a parte, per rock intendo contenuti sui paradossi che sono intorno a noi, cercare di scardinare laddove è possibile i luoghi comuni, le facili convenzioni, le false morali con l’arma che mi è più congeniale: l’ironia“. Il cantante infatti sente di paragonarsi a una sorta di antico giullare, i personaggi tragi-comici che si facevano beffa del potere, e che talvolta, rimettendoci le penne, ironizzavano su tutto, anche su se stessi, proprio come Edoardo: “tu sei forte, tu sei bello, tu sei un… cantautore!“, ironizza nei suoi testi.

L’ultimo singolo “Ho fatto un selfie” dimostra quanto l’artista stia al passo con i tempi, ma dietro alla creazione di questo pezzo, c’è sempre la risposta ironica a chi polemizza contro di lui. Il testo è nato infatti dalle critiche dopo un selfie con Matteo Salvini e nella canzone parla di quanto sia diventato abituale scattarsi foto, con diverse persone e senza averne il pieno controllo: “Ho fatto un selfie con diavoli e Santi, ho fatto un selfie con belli e con brutti, ho fatto un selfie che non sa nessuno, ho fatto un selfie che lo sanno tutti“. Per Bennato le critiche, “se sono costruttive, sono linfa; ma ci sono anche gli ‘odiatori di professione‘, fastidiosi e pericolosi“, ai quali però Edoardo sa rispondere facendosene beffa. Amate dal cantante partenopeo, sono spesso anche le favole, evocate in molti testi: “Ho scritto ‘Burattino senza fili‘, ‘Il gatto e la volpe‘ e ‘Isola che non c’è‘ in onore di Pinocchio e Peter Pan; ma anche il testo di ‘Ogni favola è un gioco‘”. In queste canzoni, spesso “mi diverto a cambiare la morale delle favole come nel caso del Burattino in cui ho sostenuto, al contrario di Collodi, che solo quando diventa bambino cominciano i guai“. Bennato quindi, si colloca tra finzione e realtà, tra critica sociale e scherno spiritoso, dimostrando però di saper dominare con il riso tutti questi mondi opposti ma vicini.

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