#MALOISBACK, Adriano Malori ritorna alle gare: “È stato un calvario”

Lo ha annunciato ieri, nella conferenza stampa organizzata dal Team Movistar all’Hotel Regina di Salsomaggiore;…

Lo ha annunciato ieri, nella conferenza stampa organizzata dal Team Movistar all’Hotel Regina di Salsomaggiore; il primo appuntamento il 9 settembre

di Chiara Corradi – corradi@ilparmense.net

#MALOISBACK, Adriano Malori ritorna alle gare: "È stato un calvario"

#MALOISBACK: è questo lo slogan scelto dal Team Movistar e dalla Federazione Ciclistica Italiana per annunciare il ritorno alle corse di Adriano Malori, il cronoman della Movistar che in questi mesi ha dovuto fare i conti con le conseguenze della brutta caduta in Argentina.


Mesi difficili per l’atleta traversetolese che, ieri, parlando dell’esperienza vissuta ha anche annunciato i prossimi appuntamenti del Gran Prix Cycliste de Quebec in Canada il 9 settembre e a seguire il Gp de Montreal. Il racconto di Malori è intenso e ripercorrere quei momenti è ancora doloroso: “Era il 22 gennaio, ero in testa al gruppo e stavo parlando con Nibali su come affrontare gli ultimi chilometri di gara”, spiega Malori. “Poi, dopo 15 giorni nella mia testa iniziano una serie di fotogrammi nei quali mi vedo in un letto d’ospedale e dove a malapena riesco a muovermi. Non ricordo nulla. Non capivo”.

Un mese dopo, una volta arrivato al Centro Neurologico di Pamplona al ciclista è stato detto che la parte destra del corpo non rispondeva ai comandi del cervelloDa vice campione del mondo ad una persona che doveva dipendere dagli altri, non potevo crederci. Mi dicevano che lavorando sodo e tanto sarei tornato ad essere una persona normale. Prendevo continue botte morali, soprattutto quando chiedevo ai medici informazioni circa il mio ritorno alle gare e loro erano pessimisti. Anzi, durante un controllo di routine, l’ho chiesto ancora e un ortopedico mi ha gelato una volta di più rispondendomi che sarei stato fortunato se fossi stato in grado di pedalare per andare a prendere il pane”.

“È stato un calvario, – continua – ho pianto tante volte, ho temuto davvero che l’obiettivo restasse quello di tornare come una persona normale, capace di bere un bicchiere d’acqua o tagliarsi una bistecca da solo. Poi grazie alla splendida equipe del CNAI e con tanta mia voglia di determinazione sono migliorato e a fine marzo facevo sei ore di riabilitazione ed una di rulli. Avrei potuto annunciare il mio ritorno alle gare grazie ai social, ma in realtà ora sono qui a parlare per un altro motivo: poter dare una speranza e un sorriso a chi come me ha sofferto e sta soffrendo perché se lo meritano, dicendo loro che si possono sovvertire i pareri dei medici. Voglio dire loro che in Italia c’è un ragazzo di 28 anni che torna a correre dopo soli sette mesi di riabilitazione. Si può tornare a vivere la propria vita”.

La speranza di ritornare a correre è arrivata il 28 aprile quando per la prima Adriano Malori ha pedalato per mezz’ora, nel magazzini della squadra. Una volta rientrato in Italia le uscite settimanali in bicicletta sono diventate due: Nel baratroci sono ricaduto tra metà maggio e metà giugno, quando con l’intensificazione degli allenamenti la mano destra iniziava a darmi problemi seri, tant’è che non riuscivo più a cambiare rapporto o frenare, dovevo farlo addirittura con la sinistra. Sono ripiombato nello sconforto più totale ma sono tornato in Navarra per risolvere il problema e sono migliorato nuovamente nel giro di una settimana, rinnovandomi la fiducia”. Una volta risolto anche questo problema, a Malori è stato dato il permesso di tornare a lavorare ed ad allenarsi, con sedute di sei ore, fino a tremila metri di dislivello.  

Non tutto il male viene per nuocere, si dice: “La caduta? Prima la odiavo, ora la vedo come un nuovo stimolo per vedere sotto altri aspetti le cose, come se fosse una nuova vita, mi sento cambiato come il giorno e la notte. Quello che mi è successo non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico nonostante io sia uscito da questa disgrazia migliore di prima”.

Non nasconde l’emozione per l’avvicinarsi della prima gara: “In Canada – commenta – sarò emozionato e da lì dipenderanno anche le altre corse italiane che mi sono già appuntato, mentre per il prosieguo della carriera ho mille dubbi e non so se potrò tornare quello di prima, ma di sicuro se mi mancherà anche solo un 10%, ce lo metterò con la testa, perché quella fa la differenza“. Sulle Olimpiadi appena concluse, un velo di malinconia copre il volto del ciclista: “Era il mio grande appuntamento stagionale cui avrei partecipato di diritto, poi ho visto che ha vinto Cancellara che fisicamente è quello a cui più assomiglio e per diversi giorni sono stato incazzato, però alla fine sono contento che abbia vinto lui, perché si è confermato il più forte cronoman degli ultimi 10 anni e per me è stato un onore averlo battuto in qualche circostanza.”

Una parola di ringraziamento, Adriano Malori la ha anche per chi in questi giorni gli si è sempre stato vicino e lo ha supportato in questo difficile cammino: la moglie Elisa, sposata a luglio, lo staff del CNAI di Pamplona e dell’Università di Navarra e tutto il Team Movistar perché non sarei qua ora se fossi stato in un’altra squadra. Mi dispiace molto, – conclude – ma ho voluto vivere con riservatezza questa storia finché non sarei stato meglio ed oggi ho voluto vuotare il sacco”.

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