L’adulatore seriale, il volto glabro che nasconde una chioma di spine | EDITORIALE
di Luca Galvani “Sarà presto o tardi che vi suonerà al campanello ricolmo di mercanzia…
di Luca Galvani
“Sarà presto o tardi che vi suonerà al campanello ricolmo di mercanzia a poco prezzo, di sorrisi digrignanti che promettono tutto e non garantiscono niente, che soffrono di obsolescenza programmata come una lavastoviglie“
L’adulatore seriale è un ginnasta addestrato a giravolte spettacolari, a cambi di trucco capaci di suscitare l’invidia dei migliori make up artist del mondo. E’ il volto glabro dietro cui si nasconde una chioma di spine, il profeta del melenso e il paggetto sempre in ginocchio alle feste di partito.
L’adulatore è l’arlecchino della Commedia dell’Arte che saluta a mano alta e ben visibile mentre con l’altra incrocia le dita, che strizza l’occhio al nemico di ieri accarezzando il suo santino, che giocherella fiero e rigonfio nella sua dignità adultera. È la chimera dalla teste di personaggi famosi, l’alzata di spalle di fronte alla giustizia, il ridicolo promosso a regola e misura di serietà. Striscia senza rumore, scala la vetta sinuoso e assopito per non dare nell’occhio, cavalca al galoppo e a lingua spiegata per avvolgere di contorni rosa i suoi amanti giornalieri.
Il suo segreto: “essere oggi tutto ciò che non sarai domani”, ovvero il trasformismo fatiscente di un portaborse goffo e malaticcio, il parvenu che ostenta la propria distinzione dalla massa e galleggia sorretto dall’unica strategia vincente che conosce. L’abbraccio della morte. Sarà presto o tardi che vi suonerà al campanello ricolmo di mercanzia a poco prezzo, di sorrisi digrignanti che promettono tutto e non garantiscono niente, che soffrono di obsolescenza programmata come una lavastoviglie.
Come ripararsi dalla pioggia acida dell’adulatore seriale? Pregare il Dio di un mondo senza deboli che trasformi tutti questi mostri mitologici in persone, uomini e donne, capaci di camminare a viso alto e schiena dritta, portando avanti, insomma, le proprie idee e non quelle degli altri per sopravvivere.



