Aeroporto Verdi, video-denuncia sull'ampliamento:

Se si vanno a leggere le carte del Piano di Sviluppo Aeroportuale per l’allungamento della pista del Verdi (il parere di VIA, le prescrizioni della Regione, le osservazioni, tutte negative, degli uffici tecnici del Comune) ci si rende conto che il progetto è insensato e non sta in piedi sotto molteplici punti di vista, non solo per gli impatti ambientali, ma prima ancora per ragioni di sicurezza, di interferenza con le infrastrutture esistenti e soprattutto di sostenibilità economica. Ragioni da sempre messe in evidenza dalle associazioni Legambiente, WWF e No Cargo con le osservazioni alla VIA e da ultimo con il ricorso al Tar“, afferma il candidato di Europa Verde Enrico Ottolini.

Con l’allungamento della pista, l’autostrada A1, la più importante infrastruttura di trasporto del paese, verrebbe a ricadere nella zona di tutela A del rischio aeroportuale, ovvero la zona per cui è massimo il rischio di incidentalità, stando al regolamento ENAC per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti. La TAV, così come buona parte dell’abitato di Baganzola comprese le scuole primarie, ricadrebbero nella zona B, per la quale il regolamento vieta l’insediamento di scuole, ospedali e centri ad elevato affollamento. Sono gli stessi uffici tecnici del Comune di Parma a rilevare come “entrambe le testate della pista siano estremamente prossime ad infrastrutture di trasporto strategiche a livello nazionale e tutte ricomprese all’interno delle zone di tutela più critiche”. “L’incremento dei movimenti aerei esporrebbe a maggior rischio tutto il territorio specie le aree più vicine all’infrastruttura aeroportuale”.

Non basta. L’allungamento della pista porterebbe anche alla chiusura del Viale delle Esposizioni, la strada a quattro corsie che da Strada Baganzola porta alle Fiere. Nel Piano di Sviluppo, lo dicono sempre gli uffici comunali, non c’è però traccia di dove far passare una nuova infrastruttura stradale alternativa che garantisca l’accesso alle Fiere. Un problemino che ai promotori dell’aeroporto evidentemente non interessa. Leggiamo cosa scrive il settore Protezione Civile del Comune: “L’ipotesi dell’interruzione di Via Rizzi e di Viale delle Esposizioni eliminerebbe due passanti (sull’asse Est-Ovest) fondamentali per i mezzi di soccorso, in quanto non sono presenti altre strade idonee a garantire uno scorrimento veloce e sicuro di pari livello e pertanto è necessario realizzare assi di scorrimento alternativi e di corrispondente capacità anticipatamente rispetto all’interruzione degli attuali passanti.” “Nello specifico l’interruzione di Viale delle Esposizioni confliggerebbe con la pianificazione prefettizia relativa al piano di emergenza autostradale”.

Già questo basterebbe per dire che questo progetto non s’ha da fare. Ma veniamo alla sostenibilità economica e finanziaria. Il business plan del Piano di Sviluppo Aeroportuale non conteggia una serie di opere a carico del proponente il cui costo è paragonabile allo stesso intervento di progetto. Come riporta il Settore Pianificazione del Comune, nella valutazione dei costi non si tiene conto della risoluzione delle interferenze (la strada alternativa a Viale delle Esposizioni; l’interramento della linea ad Alta Tensione Parma Nord-Vigheffio; la demolizione di edifici) né delle misure e delle opere di compensazione e mitigazione prescritte dalla VIA, come quelle per garantire l’invarianza idraulica, il saldo zero delle emissioni, la mitigazione e il monitoraggio del rumore.

Di fatto il progetto dell’aeroporto non sta in piedi. E sta all’amministrazione comunale impedire che si sperperi del denaro pubblico per avviare un progetto inutile, rischioso ed impattante che non potrà mai essere davvero operativo. Non ci vuole molto per farlo. Gli stessi uffici comunali hanno rilevato che il progetto non è conforme agli strumenti urbanistici e per avere l’approvazione nella conferenza ministeriale dei servizi, c’è bisogno di una variante degli stessi e di un accordo territoriale ai sensi della legge urbanistica. Tutte cose che devono passare dal Consiglio comunale. Come Europa Verde, dopo avere portato la questione all’attenzione della Commissione Europea e della Regione, dopo avere espresso voto contrario al Piano Regionale dei Trasporti (PRIT), ci prendiamo l’impegno di votare contro a qualsiasi proposta di variante e di cessione del sedime di Viale delle Esposizioni, che appartiene al demanio comunale. Tutti gli altri candidati che hanno alzato la mano si prendono questo impegno?“, conclude Ottolini.