Alexandr Belletti:

Il capolista de L’Altra Emilia Romagna a Parma: “Siamo l’unica alternativa credibile ai partiti tradizionali”

Alexandr Belletti, fidentino classe 1999, è il capolista della circoscrizione di Parma per L’Altra Emilia Romagna che sostiene la candidatura a presidente della Regione di Stefano Lugli. Padre italiano e madre russa, Belletti parla perfettamente due lingue e ha studiato sia al liceo scientifico che alla scuola russa: oggi è uno studente del Politecnico di Milano in ingegneria gestionale. “Sono sempre stato appassionato di politica, passione che mi ha portato 3 anni fa ad iscrivermi a Rifondazione Comunista e all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Mi candido con L’Altra Emilia-Romagna perché è l’unica alternativa credibile“.

Uno dei temi centrali della campagna elettorale è stato, fin da subito, quello riguardante la sanità: quali sono gli aspetti da migliorare per quello che riguarda Parma e Provincia e qual è la vostra posizione in merito alla chiusura dei punti nascita in montagna e, nello specifico, a Borgotaro?

Come Altra Emilia-Romagna ci battiamo per una sanità al 100% pubblica. In questi anni il nostro servizio sanitario pubblico è stato impoverito da continui tagli e privatizzazioni. Pensiamo siano necessari investimenti per assumere personale e per ridurre le lunghe e inaccettabili liste d’attesa. Sia il centrodestra che il centrosinistra, invece, sembrano voler aprire ulteriore spazio per l’accreditamento di strutture private, col rischio di disservizi, aumento dei costi e vere e proprie truffe, come l’inchiesta in corso presso l’ospedale privato accreditato di Parma “Piccole figlie” dimostra. Questo tipo di privatizzazioni sono un grave danno per la collettività e per il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Ci battiamo e ci siamo sempre battuti per la riapertura dei punti nascita, a Borgotaro e in tutta la Regione. Noi vogliamo una sanità pubblica accessibile a tutti a prescindere dal luogo di residenza, per questo proponiamo anche l’apertura Case della Salute in ogni Comune e in ogni quartiere, per garantire a tutti i cittadini pari opportunità di accesso ai servizi, anche a coloro che abitano nelle zone distanti dalle principali città e nelle zone appenniniche.

Infrastrutture e grandi opere: alcune delle criticità del Parmense sono sicuramente quella legate al ponte di Colorno-Casalmaggiore e al dissesto idrogeologico in montagna. Quali proposte porterete in Regione nel merito? Altro grande nodo è quello della Ti-Bre: quale sarà la vostra proposta, per ciò che riguarda i territori del Parmense?

Il ponte Colorno-Casalmaggiore è per noi una priorità perchè lo è per lavoratori e pendolari che percorrono quella direttrice. Complessivamente però siamo convinti che sia necessario offrire valide alternative all’uso dell’auto privata e al trasporto merci su gomma. Per questo L’Altra Emilia-Romagna considera inadeguato e ambientalmente insostenibile il piano dei trasporti regionale che punta tutto sul traffico aereo e su gomma, con la costruzione di nuove inutili autostrade. La priorità è per noi investire risorse in mobilità pubblica e sostenibile, nel potenziamento della rete ferroviaria, nel raddoppio della linea ferroviaria pontremolese e il suo collegamento verso Verona ed il Brennero. Dunque, no alla Ti-Bre autostradale, sì alla Ti-Bre ferroviaria. Per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, scarsa prevenzione e insufficiente manutenzione del territorio, rappresentano un costo e un rischio, pensiamo sia necessario un intervento strutturale e capillare di messa in sicurezza del territorio, con particolare attenzione alle zone della montagna.

Sicurezza e riqualificazione del centro storico e dell’economia di quartiere: un breve bilancio di quella che è la situazione attuale di Parma città e i possibili interventi che possono essere portati dalla vostra lista in Regione per migliorare questi aspetti.

In città stiamo pagando pesantemente le scelte urbanistiche delle ultime amministrazioni. Il proliferare di centri commerciali all’esterno della città ha impoverito l’economia di quartiere e dello stesso centro storico. I grandi centri commerciali, con le liberalizzazioni selvagge di orari e aperture domenicali, che danneggiano pesantemente i lavoratori del settore, hanno creato una concorrenza spietata alle piccole attività di quartiere, portandole in molti casi alla chiusura. Stessa dinamica per servizi, ma anche cinema e spazi di incontro e luoghi della cultura cittadina. Il risultato sono quartieri sempre più desertificati di spazi di relazione e servizi e una città sempre più a misura di auto, più che di cittadino. Pensiamo sia necessario introdurre un’altra idea di città, a partire da un complessivo ripensamento della mobilità cittadina in un’ottica di sostenibilità, riducendo il traffico privato su gomma, investendo in trasporto pubblico, affermando un deciso stop a nuovi processi di cementificazione e investendo risorse nel rilancio dell’economia di vicinato. La sicurezza? Garantire il diritto alla casa, al lavoro, all’assistenza, ai servizi pubblici di qualità, per tutti, questa pensiamo sia la migliore forma di sicurezza, anche nella nostra città.

Un’altra tematica, alla luce di Parma Capitale della Cultura ma non solo, è quella che riguarda le attività culturali e il turismo: di cosa avrebbe bisogno la nostra Provincia per far sì che il “lancio” di Parma 2020 non si concluda a fine anno ma possa proseguire anche in futuro, assicurando stabilità in questi due ambiti, strettamente legati tra loro?

È necessario agevolare un flusso turistico meno veloce e più consapevole, a minore impatto e più sostenibile che trovi un’alleanza anche nell’artigianato e nell’agricoltura locale di qualità. Affinché il turismo possa essere effettivamente una risorsa e non un danno, vogliamo una regia regionale per la regolamentazione delle case-vacanza e degli affitti brevi per evitare che i quartieri dei centri storici delle città si svuotino di lavoratori, studenti e famiglie perdendo quell’identità e quelle relazioni sociali tipiche delle comunità emiliano-romagnole e infine per evitare che la speculazione danneggi gli albergatori professionisti. Parma 2020 potrà essere un’occasione importante se non si metterà in mostra la città-vetrina ma se si investiranno risorse in un’ottica di lungo periodo per finanziare presidi culturali duraturi e capillarmente diffusi nei quartieri cittadini e in provincia, pensiamo ad esempio alla rete di biblioteche, archivi, teatri. Più che dare attenzione al grande evento vorremmo si aprissero spazi ed occasioni per stimolare la libera iniziativa culturale dei cittadini, in particolare di giovani e associazioni.

Una questione sempre attuale è quella della sostenibilità ambientale: che posizione dovrebbe prendere, secondo la vostra lista, la Regione per ciò che riguarda tematiche che fanno discutere i cittadini come l’inceneritore a Parma, la fabbrica Laminam a Borgotaro e la bioplastica a San Quirico?

La nostra provincia è tra le più inquinate d’Italia, con Parma che regolarmente sfora i limiti delle polveri sottili. Noi crediamo che, vista la criticità della situazione, è di vitale importanza rendere il più trasparenti possibili le autorizzazioni per le aperture dei nuovi impianti (VIA) potenzialmente molto impattanti, come nel caso dell’impianto per la produzione di bioplastica di San Quirico, in modo che si tenga conto di ogni possibile esternalità. Per quanto riguarda gli impianti già funzionanti come la Laminam di Borgotaro bisogna imporre in maniera rigidissima il rispetto dell’Autorizzazione Integrale Ambientale e la massima trasparenza nei confronti dei cittadini, cosa che negli ultimi anni non è stata fatta. Infine, per quanto riguarda gli inceneritori, oltre ai controlli è essenziale applicare la strategia “rifiuti zero”, ovvero una riduzione di imballaggi alla fonte ed un incentivo per il sistema della raccolta differenziata in modo da progressivamente ridurre la quantità di rifiuti da destinare agli inceneritori e quindi ridurre anche il numero di inceneritori nella regione.

6. Concludiamo con un invito al voto ai parmigiani: perché dovrebbero scegliete la vostra lista?

La nostra lista, l’unica a sinistra del PD ad essere presente in tutti i collegi della regione, è in campo per offrire un’alternativa all’ambiguità qualunquista dei 5 Stelle, alle politiche becere e razziste della Lega e ad un PD che è sempre pronto a soddisfare i grandi imprenditori, a scapito dei lavoratori e dell’ambiente. Invito a votare L’Altra Emilia-Romagna per una regione sicura perchè giusta, pubblica e sostenibile.