Il 13 ottobre del 2014 alcuni quartieri di Parma venivano inondati da acqua e fango del Baganza: ancora vivo nei parmigiani il ricordo del crollo del ponte Navetta

Era il 13 ottobre del 2014 e sono passati cinque anni da quando Parma subì una drammatica alluvione. Il torrente Baganza esondò in seguito a forti piogge, riempendo di acqua e fango diverse strade e quartieri della zona sud-ovest della città. Solo per caso, e per gli interventi tempestivi dei Vigili del Fuoco non ci furono vittime e feriti gravi, ma i disagi e i danni milionari sono rimasti comunque indelebili negli occhi dei parmigiani, che hanno scoperto, almeno in quel pomeriggio, la fragilità della loro città.

Il Baganza, che nasce nell’Appennino parmense e scorre verso la città dove confluisce nel torrente Parma, tocca nel suo percorso molti comuni della Val Baganza, una terra circoscritta e ricca di specificità nella vasta provincia della città Ducale. Nella giornata del 13 ottobre di cinque anni fa violente piogge colpirono la valle e il fiume, facendolo ingrossare e infine esondare: alle 16.45 l’acqua ricca di terra e detriti straripò dagli argini e arrivò in città. Le zone di Montanara e Molinetto furono quelle più colpite, e rapidamente tutta la città fu immobilizzata dall’alluvione: oltre a un diffuso black-out elettrico, furono compromesse le comunicazioni telefoniche, a causa dell’allagamento della centrale Telecom di Parma. Non ci furono morti o feriti gravi, ma molte persone rimasero lese dalla prepotenza dell’acqua, che rese inagibili anche diverse abitazioni e provocò il crollo del ponte ciclopedonale Navetta, che sarà ricostruito entro la fine dell’anno.

Molti puntarono il dito contro un’Amministrazione Comunale incapace di gestire il territorio e fronteggiare il maltempo: il sindaco Federico Pizzarotti è stato accusato per disastro colposo aggravato dalla Procura della Repubblica di Parma insieme ad altri presunti responsabili, poi prosciolti. Oltre al terribile ricordo della violenta alluvione, dei feriti e dei danni alle strade della città, rimane comunque la critica verso i mancati interventi per il torrente Baganza: gli ambientalisti chiedono infatti di restituire al fiume un po’ del suo spazio, insieme ad una più generale e fondamentale riqualificazione di tutto l’ambiente fluviale.

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