Colorno, è polemica sull’alluvione: “Situazione gestita malissimo”
Si continua a pulire nel Comune colpito dall’esondazione della Parma che, nella notte tra lunedì e martedì, ha superato il colmo di piena (9,14 metri del 2014) con 9,49 metri
Al centro della polemica il posizionamento tardivo dei sacchetti e il mancato allarme alla popolazione; milioni di danni alla Reggia
COLORNO | Si continua a pulire nel Comune colpito dall’esondazione del torrente Parma che, nella notte tra lunedì e martedì, ha superato il colmo di piena (9.17 metri del 2014) con 9.49 metri. L’acqua ha invaso il piccolo paese, sede dell’antica dimora di Maria Luigia d’Austria e della prestigiosa scuola di cucina Alma. Già in difficoltà per la chiusura del ponte sul Po, Colorno ora fa la conta dei danni: “Il cortile della Reggia ora è solo un cumulo di pantano – ha spiegato il sindaco Michela Canova – mentre l’acqua che ha allagato la biblioteca comunale ha danneggiato anche numerosi libri“. La Regione ha già stanziato un primo fondo di 2 milioni di euro per gli interventi urgenti per le alluvioni di Colorno e del reggiano, e ha già preparato la richiesta dello Stato di emergenza da inviare al Governo.
I danni si contano anche nella storica libreria Panciroli di Piazza Garibaldi e in molte abitazioni del paese: “Si tratta di diversi milioni di euro“, ha sottolineato il sindaco di Colorno. Gravemente colpita è stata la scuola internazionale di cucina Alma situata all’interno delle mura della Reggia; chef, studenti, dipendenti e familiari si sono impegnati fin da subito per liberare l’istituto da fango e acqua, ma si sono comunque registrate molte perdite importanti. Si continua a pulire e a ripristinare i locali anche all’Alma, dove le lezioni sono state interrotte. Altri problemi si registrano per due ponti che, chiusi per accertamenti, non sono percorribili: il ponte della piazza e quello di via Europa.
La Regione: “Già pronta la richiesta dello Stato di emergenza”
Ieri mattina il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore alla Protezione Civile Paola Gazzolo hanno partecipato a una prima riunione a Colorno, insieme al Sindaco, a Prefettura, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco e Protezione Civile. “Abbiamo stanziato un primo fondo di 2 milioni di euro per le urgenze e gli interventi di immediata necessità – ha spiegato Bonaccini – ed è pronta la richiesta dello Stato di emergenza, già preannunciata a Paolo Gentiloni“.
In attesa delle risposte del Governo, il Presidente ha voluto sottolineare il suo sostegno e la sua vicinanza alle persone colpite dall’alluvione: “Siamo al fianco delle persone sfollate e delle imprese, affinché possano rientrare nelle loro abitazioni e ripartire al più presto“.
Lega Nord: “Pioggia eccezionale o carenza di opere per la messa in sicurezza?”
Dalla Lega Nord intanto arrivano le prime critiche circa la situazione di Colorno; a dare il suo contributo è stato il consigliere regionale leghista Fabio Rainieri che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale: “L’alluvione è da collegare alle intense precipitazioni o alle irrisolte carenze di opere per la messa in sicurezza idraulica?, ha domandato il Consigliere Regionale.
“Vi è infatti il dubbio che il livello record dell’acqua mai raggiunto prima a Colorno sia dovuto a criticità della prevenzione e della gestione dell’evento“. L’esponente del Carroccio insiste su una mancata manutenzione del letto del torrente: “Il dubbio che viene è che sull’alveo della Parma vi fossero vegetazione e accumuli di altro materiale che hanno contribuito a far innalzare il livello delle acque e aumentato la velocità del corso“, ha concluso Rainieri.
Fratelli d’Italia: “Si sarebbe dovuto e potuto fare molto di più”
Critiche arrivano anche da Fratelli d’Italia, in particolare da Nicola Scillitani, coordinatore comunale di Colorno, che ha chiesto “perché il Comune non ha preventivamente aperto un COC già dalla giornata antecedente, nonostante la già ben prevedibile piena?“. Soddisfatto del lavoro svolto da volontari e soccorritori il coordinatore si dimostra invece deluso dell’operato dell’Amministrazione: “L’allerta era già stata decretata nel primo pomeriggio di lunedì – ha ricordato Scillitani – la Parma e il Baganza erano in piena con precipitazioni a monte molto copiose sino all’una di notte e gli effetti dovevano essere previsti“.
L’esponente di Fratelli d’Italia lamenta “la mancanza di un numero sufficiente di sacchi di sabbia da porre sugli argini“, denuncia “l’assenza di un adeguato allarme alla popolazione” e critica il fatto che “alle 8.00 di mattina, in piazza non ci fosse quasi nessuno a monitorare la situazione del fiume“. “Certo è che si sarebbe dovuto e potuto fare molto di più“, ha concluso.


