Chiusa l’indagine sull’alluvione del 2014: sei gli indagati, tra cui il sindaco Federico Pizzarotti; danni per oltre 100milioni nel quartiere Montanara

PARMA | Il ricordo del fango e dell’acqua che hanno invaso quartieri interi della città è ancora vivo in molti parmigiani. La Procura di Parma ha chiuso il fascicolo delle indagini sull’alluvione che nel 2014 mise in ginocchio la città. Sei gli indagati per disastro colposo aggravato: il sindaco di Parma Federico Pizzarotti; il responsabile regionale della Protezione Civile Maurizio Mainetti; l’allora comandate della Polizia Municipale Gaetano Noè; il segretario generale dell’autorità di bacino del Po, Francesco Puma e i responsabili di Protezione Civile di Provincia e Comune Gabriele Alifraco Claudio Pattini

Stando a quanto emerge dalle indagini il Piano di Protezione Civile non era aggiornato dal 2007: gli avvisi di allerta, inoltre, non sono stati presi in considerazione e così nessun controllo sulle zone a rischio è stato effettuato. La popolazione, inoltre, non è stata allertata nemmeno dopo che è stata superata la soglia idrometria di preallarme e dopo il crollo del ponte della Navetta. La conseguente fuoriuscita del torrente Baganza ha provocato nel quartiere Montanara danni per oltre cento milioni, per fortuna senza nessuna vittima. 

Pizzarotti: “Abbiamo fatto tutto il possibile”; Lucchi: “Dispiaciuto”

Tramite la sua pagina Facebook Pizzarotti ha comunicato di aver fatto tutto quello che era necessario fare “prima, durante e dopo. Mattino, pomeriggio e sera“. Il Primo Cittadino ha poi difeso la categoria dei sindaci che è sempre in prima linea, con meno poteri ma il massimo della responsabilità. “Andiamo avanti – ha concluso – io continuerò a fare quello che ho sempre fatto, nel rispetto e nella tutela dei miei concittadini“. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Berceto Luigi Lucchi, dispiaciuto per i sospetti di mancata allerta alla popolazione che gravano sugli indagati. “Serve un capro espiatorio – ha commentato – e i sindaci sono i bersagli più facili, le vittime predestinate. Insieme a Pizzarotti, ritrovo funzionari e dirigenti di Provincia e Regione che ben conosco e ho modo, per la loro proverbiale serietà e scrupolosità, di ammirare da anni. Per queste persone è insostenibile il peso, la sola ombra, di non aver fatto tutto il possibile per aiutare le persone in considerazione che hanno dedicato la loro vita ad aiutare la gente, i cittadini“. 

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