L’ambasciatore colombiano in visita a Berceto; la Biblioteca intitolata a un martire d’oltreoceano

BERCETO | Juan Mesa Zuleta a Berceto per l’intitolazione della Biblioteca di Villa Berceto; Lucchi: “Una giornata di respiro internazionale”

Juan Mesa Zuleta a Berceto per l’intitolazione della Biblioteca di Villa Berceto; Lucchi: “Una giornata di respiro internazionale

BERCETO | L’ambasciatore della Colombia, Juan Mesa Zuleta, sarà a Berceto giovedì 13 luglio. Una giornata ricca di appuntamenti, con la visita al Museo Jasoni di Corchia e al Museo Piermaria Rossi di Berceto. Insieme a lui anche l’assessore regionale Massimo Mezzetti: i due intitoleranno la Biblioteca di Villa Berceto al martire colombiano Luis Carlos Galàm Sarmiento e nel pomeriggio incontreranno le associazioni locali che operano sul territorio comunale. 

Villa Berceto è un bene confiscato alla mafia e Luis Carlos Galàn Sarmiento è stato assassinato da Escobar nel 1989, durante un comizio pubblico a Soacha. “Le mafie non hanno confine, ma non ha confine neppure la nostra sete di giustizia e la nostra azione quotidiana, anche simbolica ed educativa, per sconfiggerle“, ha commentato il sindaco Luigi Lucchi, ricordando che Villa Berceto è un monumento contro la mafia e l’illegalità. 


Un Comune dal respiro internazionale

Berceto ospita dal 2015 il Festival Internazionale dei giovani. Oltre 2.000 ragazzi, residenti a Berceto, da metà giugno a metà settembre con provenienza da 10 diversi Paesi. È l’unico comune gemellato con il Popolo Lakota dall’11 settembre 1988 e la bandiera Lakota sventola sulla facciata del municipio. Il centro sportivo, nel 1989, è stato intitolato al martire Chico Mendes, nome completo Francisco Alves Mendes Filho, sindacalista, politico e ambientalista brasiliano ucciso per la sua difesa delle terre strappate ai contadini.

Berceto – prosegue Lucchi – pur difendendo la propria autonomia, con i denti, ha una vocazione storica, per la collocazione geografica a tentare d’avere una visione mondiale delle cose. Il paese è stato fondato, nel 712, da un Vescovo Francese: Moderanno e dal re Longobardo Liutprando. Non dimentico nessuna delle tante vittime italiane della mafia e a Villa Berceto sono frequenti gli incontri per la cultura della legalità, ma ritengo importante far sapere che la mafia, da sempre, tenta di conquistare il mondo e le varie mafie riescono sempre ad allearsi tra di loro mentre è più difficile che ciò avvenga tra chi combatte la mafia“.

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