L’amore di Bianca e Pier Maria: Torrechiara simbolo di un’unione stilnovista | l’OFFicina Parmigiana
Scolpito nel tempo un grande amore di stampo cavalleresco; legame reso immortale dalla magnificenza della Camera d’Oro nel cuore del Castello
Scolpito nel tempo un grande amore di stampo cavalleresco; un legame reso immortale dalla magnificenza della Camera d’Oro nel cuore del Castello
@FrancescoGallina
TORRECHIARA | Due cuori rossi su sfondo azzurro sormontati dal motto “Digne et in aeternum” e un nastro con il motto “Nunc et semper” celebrano uno degli amori più intensi e profondi della storia del Parmense. Lui è Pier Maria II de’ Rossi, valorosissimo capitano d’armi; lei è Bianca Pellegrini, dama di compagnia della duchessa Bianca Maria Visconti. Di lui riecheggiano le strenue imprese nelle pagine di Storia, dalla battaglia fluviale di Casalmaggiore (1448) alla Guerra dei Rossi (1482-1483) contro lo strapotere del Ducato di Milano; di lei si ricorda la raffinata educazione ricevuta alla corte di Francesco Sforza e il matrimonio con l’anziano milanese Melchiorre d’Arluno. Di entrambi, invece, la vasta cultura e l’amore romantico, o meglio, cortese, che risente della migliore poesia stilnovista.
Sebbene Pier Maria, conte di San Secondo, sia sposo della nobile Antonia Torelli e da lei abbia avuto ben dieci figli, il suo affetto sarà sempre rivolto all’affascinante Bianca, per la quale commissionerà nientemeno che la Rocca di Rezinoldo (diventata poi di Roccabianca) e il Castello di Torrechiara. È qui che si troneggia, fra i beni culturali del nostro territorio, uno dei diamanti più preziosi: la Camera d’Oro. Dipinta molto probabilmente dal pittore cremonese Benedetto Bembo, rappresenta con toni vivaci e sublime maestria il trionfo d’amore dei due amanti. Bastone da pellegrino in mano (allusione al cognome), sulla volta Bianca è ritratta in un tripudio di natura, candide strade, campi coltivati, erbe odorose, castelli, raggi solari e cobalto.
L’unione dei due amanti nelle lunette della Camera d’Oro
Ai piedi delle volte affrescate una mappa geografica del dominio dei Rossi con tutti i suoi castelli. Alcuni di essi oggi sono comparsi o ridotti a ruderi (dal castello di Beduzzo a quello di Corniglio, da quello di Roccaprebalza a quello di Roccalanzona, ecc.). Sulla lunetta superiore alla finestra che conduce alla magnifica loggia vediamo Pier Maria colpito dalla freccia di un Cupido bendato, il tutto circondato da Amorini che suonano il flauto. Il racconto continua nella lunetta sud, dove avviene l’atto del servaggio d’amore che Pier Maria celebra in onore di Bianca. Il conte si inginocchia ai suoi piedi e le giura fedeltà offrendole la propria spada, mentre attorno a lui i putti suonano il liuto e il salterio e combattono un cigno (attributo della dea Venere). Scena simile si apprezza nella lunetta ovest, dove Bianca pone l’alloro sul capo di Pier Maria.
L’incoronamento amoroso è celebrato nell’ultima lunetta, a nord, musicata dall’arpa gotica dei putti, dove Pier Maria contempla con dolce sguardo Bianca, in abiti da sposa, novella Beatrice dalla chioma mora. Oggi, nelle notti di luna piena, a pochi passi dal rio delle Favole, il quieto fantasma di Pier Maria II de’ Rossi si dice vaghi alla ricerca di Bianca, ripetendo il motto dedicato alla donna da lui amate per l’eternità: nunc et semper.


