“Non definiamoci innamorati ma amiamo” – LETTERA AL GIORNALE

“Non definiamoci innamorati: l’amore è controverso e purtroppo non smette di trasformarsi anche in violenza” – LETTERA AL GIORNALE

L’amore è controverso e purtroppo non smette di trasformarsi anche in violenza

Gentile Direttore,

abbiamo come ogni anno, anche quest’anno, festeggiato la festa degli innamorati. San Valentino fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano. Il Santo oggi è patrono, oltre che degli innamorati, anche degli epilettici.


La mia riflessione, riguardando a questa festa appena conclusasi, va ai “malati d’amore”, un sentimento che, se se trasforma in malattia è in grado di mietere vittime tra tutte le età e senza scrupoli.

I peggiori delitti sono commessi da coloro che si dichiarano innamorati; che amore è quello che uccide la madre dei nostri figli?

Gli innamorati – i malati della dipendenza affettiva – sono socialmente apprezzati e considerati baciati dalla fortuna. In realtà i peggiori delitti vengono commessi da persone che si dichiarano innamorate, che non hanno nessuna remora a uccidere colei che chiamano amore e i figli che lei ha concepito. Spesso compiuto il massacro si rendono conto dell’assurdità del loro comportamento e si suicidano.

Se volete vedere lo stato pietoso degli innamorati da lungo tempo andate stasera nei ristoranti ad osservare la tensione che si respira nei tavoli degli innamorati.

Oggi invece festeggio la fortuna di essere immune da questo disturbo mentale e di potermi godere la vita senza dover rendere conto a nessuno della mia libertà. Libero di coltivare l’amore verso me stesso e di condividerlo con chiunque entra in contatto con me.

Paolo Mario Buttiglieri

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