La sperimentazione per la cura con gli anticorpi monoclonali potrà essere iniziata a metà dicembre: ai pazienti in terapia Covid-19 verranno sperimentati gli anticorpi e nel giro di un mese e mezzo gli scienziati contano di terminare la fase sperimentale e di poter dare avvio alla cura su ampia scala. Ad affermarlo è Rino Rappuoli, scienziato di fama mondiale, padre di tanti vaccini di nuova generazione, ad e chief scientist della Glaxo Vaccines.

Dopo l’arruolamento in un mese-un mese e mezzo contiamo di avere i risultati in base ai quali poter chiedere l’autorizzazione al commercio. La somministreremo prima ai pazienti Covid, così potremo vedere in tempi brevi se funziona così come gli anticorpi monoclonali hanno funzionato per tanti tipi di tumore e di malattie autoimmuni“. Non è una gara aperta con il vaccino, infatti, come spiega lo stesso Rappuoli uno garantisce un’immunità più lunga, ma produce i suoi effetti dopo circa due mesi; l’altro azzera immediatamente la carica virale e serve per guarire chi ha già contratto il virus.

Quanto al funzionamento della terapia, Rappuoli spiega: “Stiamo utilizzando gli anticorpi monoclonali prodotti dall’uomo per creare un farmaco. Grazie all’intesa con lo Spallanzani e il Policlinico di Siena, dal sangue dei pazienti convalescenti abbiamo isolato 450 anticorpi in grado di neutralizzare il virus. Poi, con tecniche sofisticate, abbiamo isolato e riprodotto sinteticamente tre super-anticorpi capaci di impedire per sei mesi la replicazione del virus, anche con piccoli dosaggi, con una semplice iniezione sottocutanea. Abbiamo stipulato già un accordo con la Menarini per produrre il farmaco“. 

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