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Legge regionale antimafia, Rainieri: “Peccato non si sia vigilato meglio”

Falsi pentiti e mafiosi con obbligo di soggiorno, secondo l’esponente della Lega Nord Rainieri non si è intervenuti sulla vigilanza

Il vice presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, Fabio Rainieri, esprime il suo parere sull’approvazione della Legge Regionale per la promozione della legalità 

Sicuramente è un nuovo importante segnale per la legalità e contro la mafia. Ma si doveva fare di più perché non si è voluti intervenire contro quella che è stata, e probabilmente è ancora, la principale causa del contagio mafioso nella nostra terra. La presenza in Emilia-Romagna di numerosi criminali in soggiorno obbligato e di falsi pentiti che, arrivati a casa nostra, proseguono nelle loro attività criminali.


Per risolvere questo problema, la Lega Nord, ha proposto emendamenti integrativi al testo base del progetto di legge

In primo luogo abbiamo chiesto la costruzione di una rete sinergica di collaborazione tra le autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza e le pubbliche amministrazioni del territorio regionale. Questo con l’obiettivo di migliorare la vigilanza e i controlli sui mafiosi soggiornanti in Emilia-Romagna. Le amministrazioni regionale e comunali sono infatti tagliate fuori dalla gestione e vigilanza su questi soggetti. Noi siamo al contrario convinti che possano dare un importante contributo in questa attività anche tramite le polizie municipali.

In secondo luogo abbiamo chiesto che la legislazione nazionale antimafia sia modificata. In modo che le misure di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e dell’obbligo di soggiorno siano disposte, non più nel comune di residenza o di dimora abituale, bensì esclusivamente in un comune individuato tra quelli della regione di iniziazione dell’attività criminale e che i luoghi di soggiorno protetto per collaboratori di giustizia siano individuati in modo da evitare il più possibile che essi compiano attività illecite.

Purtroppo le nostre sollecitazioni non sono state accolte. Un’altra occasione persa dopo quella della commissione d’inchiesta sulla mafia in Regione. Richiesta dalla Lega due volte non è stata approvata dalla maggioranza. Evidentemente il PD non ha ancora il coraggio di fare quell’ulteriore passo avanti. Indispensabile per una lotta alla mafia più concreta che vada ad eliminare le vere cause del suo radicamento“.

 

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