Una moratoria dei mutui, la riduzione delle aliquote fiscali, la possibilità di anticipare le risorse nazionali in co-finanziamento per gli impianti sciistici, la cassa integrazione per i lavoratori stagionali e lo sblocco immediato dei fondi residui dei diversi bandi per i ristori Covid, che la Regione aveva gestito insieme ad Unioncamere e che per l’Emilia-Romagna ammontano a 3,3 milioni di euro. Una misura, quest’ultima, che sarebbe oltretutto a costo zero, dal momento che sono stanziamenti già assegnati ma vincolati, per norma nazionale, ai mancati introiti da Coronavirus.

Di fronte all’emergenza che sta colpendo le zone Appenniniche in tutta Italia, dove le alte temperature impediscono l’avvio della stagione sciistica anche utilizzando la neve artificiale, l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, insieme ai colleghi delle altre Regioni coinvolte e ai rappresentanti delle categorie economiche, ha incontrato il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, per presentare al Governo le richieste e le proposte dei territori e dei comparti produttivi.

Richieste che non si sono fermate alla gestione dell’emergenza, comunque urgente visto che arriva già a 50 milioni di euro la stima dei ristori necessari a livello nazionale. Più in generale, infatti, hanno riguardato anche il necessario cambio di passo nella promozione turistica dell’Appennino durante la stagione invernale, per arricchire l’offerta sciistica con altre e diverse opportunità.

Tra le iniziative presentate dall’assessore Corsini al ministro, l’utilizzo di fondi PNRR e FSC per la realizzazione di impianti sportivi nelle aree appenniniche, lo stanziamento di risorse nazionali per la riqualificazione alberghiera con premialità per le strutture in montagna e la creazione di un tavolo permanente per una strategia che porti a una macro-destinazione Appennino a livello nazionale.

Secondo il presidente della Regione e l’assessore regionale al Turismo, l’emergenza impone di iniziare anche un ragionamento complessivo sull’Appennino, che è la più grande infrastruttura naturale d’Italia. E quindi l’offerta sciistica deve restare fondamentale, ma gli investimenti non possono limitarsi solo al potenziamento della produzione della neve artificiale. Da parte dell’Esecutivo dovrebbero arrivare risposte in tempi rapidi.

La situazione è drammatica, perché il contraccolpo di questa mancata apertura è stato durissimo su tutte le imprese della filiera e tutte le misure sulla fiscalità, così come i ristori, sono assolutamente necessari e urgenti. Come Regione ci siamo fatti capofila davanti al ministro Santanchè di alcune proposte, a partire dallo svincolo dei residui non assegnati dei bandi Covid, che sarebbero immediatamente utili per le imprese coinvolte, anche se di certo non risolutivi. Santanchè ha dimostrato apertura nei confronti di questa e di altre soluzioni, e le presenterà anche agli altri ministeri coinvolti.

Servono anche nuove infrastrutture sportive e turistiche, come impianti sportivi, palazzetti per il ghiaccio, centri benessere, che ci permettano nel giro di qualche anno di arricchire e diversificare l’offerta invernale della nostra montagna. Qui in Emilia-Romagna siamo già partiti, ben prima di questa emergenza, con i lavori per un progetto di sistema sulla Destinazione Appennino, insieme ad APT e alle tre Destinazioni turistiche. Sono proposte di sistema perché nascono dall’ascolto e dal confronto con gli enti locali e gli operatori, e oltre a risolvere una emergenza vogliono avere una visione di medio e lungo periodo, perché l’Appennino in Emilia-Romagna e in tutto il paese ha bisogno soprattutto di progettualità, oltre che di ristori. Questa emergenza è un banco di prova importante per l’approccio del Governo al rapporto con i territori e con i loro problemi, e le primissime risposte dopo l’incontro sono state incoraggianti”.

© riproduzione riservata