L’Appennino Tosco-Emiliano tra presente e futuro; intervista a Fausto Giovanelli

Il presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano svela i segreti di questa oasi naturalistica; ecco le grandi sfide da affrontare

@AndreaAdorni @ChiaraCorradi

L'Appennino Tosco-Emiliano tra presente e futuro; intervista a Fausto Giovanelli

A separare Parma, magnifica città Ducale, dalle onde spumeggianti del Mar Tirreno c’è un’oasi naturalistica dall’immenso patrimonio artistico e biologico. Un’area verde di circa 27.000 ettari che si estende lungo i crinali di due regioni e tre province: il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. In quest’area prevalentemente montuosa si celano tradizioni e fenomeni naturali che hanno resistito al tempo, all’industrializzazione e all’urbanizzazione. Valori ambientali, paesaggistici, sociali ed etici che riesce a maneggiare con disinvoltura solo il “montanaro“; unico depositario delle chiavi di conservazione di questi luoghi.

Per tutelare quest’area, che coinvolge l’Appennino Parmense, Reggiano e Massese, si è istituito l’Ente Parco, anche se la sua tutela – come ci ha raccontato in un’intervista il presidente Fausto Giovanelli – “viene in automatico, perché chi ha la consapevolezza territoriale di questi luoghi ne agevola la conservazione. Questi meccanismi, uniti ai grandi equilibri naturali, favoriscono la resilienza di questa area verde, che per dimensioni non è così ampia come si può pensare. Certo – spiega il Presidente del Parco –, i cambiamenti climatici stanno influenzando alcuni ambienti ed è nostro compito intervenire. Gli studi scientifici vanno in questa direzione e ci devono essere di supporto“.


Strategia e competenze: fattori chiave nella lotta non violenta contro il lupo

Anche il lupo ha il diritto di avere un suo posto nel creato. Noi puntiamo a controllare la sua espansione con misure diverse dall’abbattimento“. Queste le parole del presidente Giovanelli con cui sintetizziamo la filosofia d’intervento del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano nei confronti del grande predatore delle nostre montagne. Da sempre, o forse sarebbe meglio dire dopo il suo naturale ripopolamento, oggetto di timori e facili estremismi, il lupo spesso è vittima di pregiudizi ed estremismi.

Innegabili sono i danni provocati all’agricoltura da questa specie animale, ma “i danni all’uomo da più di cent’anni a questa parte sono zero – precisa Giovanelli. Questo non vuol dire che sarà sempre così e danni non ce ne saranno mai. Per questo è necessario lavorare e adottare strategie a livello locale e nazionale“. Strategie che l’Ente porta avanti da tanti anni con i progetti LIFE e il WAC (Wolf Appennine Center). Alcuni progetti LIFE sono antiche progettazioni che ancora oggi si portano avanti, mentre quello più attuale è il LIFE M.I.R.C.O.-Lupo (Minimizzare l’Impatto del Randagismo canino sulla COnservazione del lupo in Italia).

Le strategie e le competenze acquisite durante questi anni hanno permesso “al nostro Ente – racconta il Presidente – di fare scuola a livello Nazionale. La tutela di animali e greggi ha prodotto risultati misurabili. La grande sfida oggi non è il lupo, ma il fenomeno dell’ibridazione. Questi cani che si accoppiano con lupi sono sempre di più ed è di difficile monitoraggio. Solo da pochi anni si è riusciti ad avere un quadro più chiaro del problema. Lo studio di contromisure è al vaglio, ma strumenti efficaci di contenimento sono già stati messi in campo dal Wac“.

Un equilibrio stretto fra uomo e biosfera è possibile, si chiama MaB UNESCO

L’equilibrio nel rapporto uomo e biosfera è molto sottile. Con la rivoluzione industriale molto è cambiato e i processi di forte urbanizzazione hanno determinato un deterioramento del patrimonio naturalistico del pianeta. Oggi la tendenza è quella di ricostituire aree in grado di tutelare l’equilibrio uomo-natura. In questo senso va la Riserva della biosfera MaB UNESCO, progetto intergovernativo che punta a migliorare il rapporto delle popolazioni con l’ambiente. “Non si tratta di riserve naturali – puntualizza Fausto Giovanelli -, ma riserve della biosfera. Mentre il patrimonio protegge i valori, la MaB li crea“.

Quest’area MaB dell’Appennino Tosco-Emiliano si estende per ben 34 comuni. Quelli della Provincia di Parma sono: Berceto, Calestano, Corniglio, Langhirano, Lesignano de’ Bagni, Monchio delle Corti, Neviano degli Arduini, Palanzano e Tizzano Val Parma. Il progetto, in fase di decollo con la recente approvazione della Governance, mira al coinvolgimento di più organi. Ad esempio la scuola. 4000 potenziali studenti e 400 insegnanti “possono muovere i primi passi di una futura comunità operante – racconta il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. La Riserve non sarà un Ente ma una comunità operante con la volontà di prendersi cura dell’Appennino“.

Il turismo non solo come valore economico, ma anche come valore aggiunto di relazione

Un territorio come quello appenninico, oggi, non può più auto sostenersi. L’agricoltura da sola non basta e un importante veicolo economico è rappresentato dal turismo. Ma non solo, perché “se è vero che il turismo è il futuro di questi territori – come afferma Giovanelli –, è altrettanto palese che non abbia solo valore economico. Il turismo, infatti, è anche un valore aggiunto dal punto di vista relazionale, perché permette incontri e agganci impensabili. In questo senso le opportunità sono innumerevoli: dal turismo enogastronomico a quello sportivo, da quello educativo a quello ambientale. Ad oggi il Parco accoglie circa 60.000 visitatori nell’arco di un anno, le opportunità ci sono“.

Sinergie: la cooperazione con il Parco dei Cento Laghi

All’interno del Parco Nazionale, a Parma, nel Comune di Corniglio, si estende il Parco Regionale della Valli del Cedra e del Parma, meglio noto come Parco dei Cento Laghi. L’importante sinergia fra i due enti è molto attiva e insieme è stata sostenuta la candidatura all’UNESCO. Il reciproco sostegno si traduce spesso in progetti che trovano una realizzazione comune. Ad esempio l’idea di realizzare un Parco Letterario dedicato alla memoria di Attilio Bertolucci presso il paese natale del poeta: Casarola. Il progetto è in fase di discussione, ma la volontà comune è quella di portarlo a termine.

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Riserva MaB UNESCO: nascono le regole di gestione del progetto

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