Il presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano svela i segreti di questa oasi naturalistica; ecco le grandi sfide da affrontare
@AndreaAdorni @ChiaraCorradi

A separare Parma, magnifica città Ducale, dalle onde spumeggianti del Mar Tirreno c’è un’oasi naturalistica dall’immenso patrimonio artistico e biologico. Un’area verde di circa 27.000 ettari che si estende lungo i crinali di due regioni e tre province: il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. In quest’area prevalentemente montuosa si celano tradizioni e fenomeni naturali che hanno resistito al tempo, all’industrializzazione e all’urbanizzazione. Valori ambientali, paesaggistici, sociali ed etici che riesce a maneggiare con disinvoltura solo il “montanaro“; unico depositario delle chiavi di conservazione di questi luoghi.
Strategia e competenze: fattori chiave nella lotta non violenta contro il lupo
“Anche il lupo ha il diritto di avere un suo posto nel creato. Noi puntiamo a controllare la sua espansione con misure diverse dall’abbattimento“. Queste le parole del presidente Giovanelli con cui sintetizziamo la filosofia d’intervento del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano nei confronti del grande predatore delle nostre montagne. Da sempre, o forse sarebbe meglio dire dopo il suo naturale ripopolamento, oggetto di timori e facili estremismi, il lupo spesso è vittima di pregiudizi ed estremismi.
Le strategie e le competenze acquisite durante questi anni hanno permesso “al nostro Ente – racconta il Presidente – di fare scuola a livello Nazionale. La tutela di animali e greggi ha prodotto risultati misurabili. La grande sfida oggi non è il lupo, ma il fenomeno dell’ibridazione. Questi cani che si accoppiano con lupi sono sempre di più ed è di difficile monitoraggio. Solo da pochi anni si è riusciti ad avere un quadro più chiaro del problema. Lo studio di contromisure è al vaglio, ma strumenti efficaci di contenimento sono già stati messi in campo dal Wac“.
Un equilibrio stretto fra uomo e biosfera è possibile, si chiama MaB UNESCO
Quest’area MaB dell’Appennino Tosco-Emiliano si estende per ben 34 comuni. Quelli della Provincia di Parma sono: Berceto, Calestano, Corniglio, Langhirano, Lesignano de’ Bagni, Monchio delle Corti, Neviano degli Arduini, Palanzano e Tizzano Val Parma. Il progetto, in fase di decollo con la recente approvazione della Governance, mira al coinvolgimento di più organi. Ad esempio la scuola. 4000 potenziali studenti e 400 insegnanti “possono muovere i primi passi di una futura comunità operante – racconta il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. La Riserve non sarà un Ente ma una comunità operante con la volontà di prendersi cura dell’Appennino“.
Il turismo non solo come valore economico, ma anche come valore aggiunto di relazione
Un territorio come quello appenninico, oggi, non può più auto sostenersi. L’agricoltura da sola non basta e un importante veicolo economico è rappresentato dal turismo. Ma non solo, perché “se è vero che il turismo è il futuro di questi territori – come afferma Giovanelli –, è altrettanto palese che non abbia solo valore economico. Il turismo, infatti, è anche un valore aggiunto dal punto di vista relazionale, perché permette incontri e agganci impensabili. In questo senso le opportunità sono innumerevoli: dal turismo enogastronomico a quello sportivo, da quello educativo a quello ambientale. Ad oggi il Parco accoglie circa 60.000 visitatori nell’arco di un anno, le opportunità ci sono“.
Sinergie: la cooperazione con il Parco dei Cento Laghi
All’interno del Parco Nazionale, a Parma, nel Comune di Corniglio, si estende il Parco Regionale della Valli del Cedra e del Parma, meglio noto come Parco dei Cento Laghi. L’importante sinergia fra i due enti è molto attiva e insieme è stata sostenuta la candidatura all’UNESCO. Il reciproco sostegno si traduce spesso in progetti che trovano una realizzazione comune. Ad esempio l’idea di realizzare un Parco Letterario dedicato alla memoria di Attilio Bertolucci presso il paese natale del poeta: Casarola. Il progetto è in fase di discussione, ma la volontà comune è quella di portarlo a termine.
Riserva MaB UNESCO: nascono le regole di gestione del progetto