Parma al centro del coprifuoco: il cuore silenzioso della città|FOTO

Sono giorni tumultuosi quelli che ci avvicinano al 15 gennaio, giornata in cui il Governo sarà chiamato a prendere ulteriori provvedimenti andando a scegliere quali misure restrittive adottare nella prosecuzione della battaglia alla pandemia. A trapelare, finora, sono stati i malumori ed i dissapori che regnano tra le fila dei commercianti e dei ristoratori che chiedono a gran voce la possibilità di lavorare aprendo le proprie attività al pubblico.

A tal proposito le sezioni parmensi di Fipe e Fiepet coadiuvate da Ascom e Confesercenti hanno indetto una protesta formale che cadrà nella giornata di giovedì 14 gennaio. “Vogliamo specificare che non si tratterà di una manifestazione su larga scala bensì sarà una protesta pacifica portata avanti da una ristrettissima delegazione di organismi competenti – afferma il presidente di Fipe Parma, Ugo Bertoletti Durante la mattinata del 15 avremo una conferenza stampa a porte chiuse dopodiché ci recheremo dal Prefetto per mostrargli le istanze della categoria“. Non sarà dunque una manifestazione violenta e non ci sarà nemmeno il rischio di assembramento ma i rappresentanti di categoria intendono ugualmente mobilitare i ristoratori: “Abbiamo invitato i colleghi ad esprimere il proprio sostegno all’iniziativa scendendo nelle strade davanti alle rispettive attività con cartelli e campanacci. Queste piccole iniziative individuali poi potranno essere raccolte sui social attraverso l’hashtag #facciorumore – continua Bertoletti – Abbiamo fatto circolare anche una raccolta firme che ha già ottenuto più di 500 riscontri positivi“. A far da eco alle parole del presidente Bertoletti c’è Massimo Delle Donne, presidente di Fiepet Parma che ribadisce il concetto di non violenza e di rispetto delle normative che contraddistinguerà la manifestazione.

Ascom e Confesercenti cercano, inoltre, di dissuadere i ristoratori dall’organizzare iniziative personali: “In questi giorni sui social stanno girando tantissimi video di esercenti commerciali e ristoratori che dichiarano la propria intenzione a tenere aperto il 15 gennaio. Il nostro consiglio è quello di non lasciarsi prendere dall’isteria del momento perché il rischio d’incorrere in sanzioni pecuniarie pesanti è molto elevato. Le multe vanno da un minimo di 400 fino ad un massimo di 1000 euro e saranno conferite anche ai clienti. Per le attività, inoltre, ricordiamo il rischio di chiusura obbligata dai 5 ai 30 giorni“.

La manifestazione in questione ha preso il nome di #ioapro1501 e sta coinvolgendo sempre più persone. La voce si sta diffondendo a macchia d’olio su tutta la penisola ed anche nel parmense sono già diversi i ristoratori che sui social hanno dichiarato la propria intenzione a partecipare. Il manifesto che si può trovare su Facebook ed Instagram spiega come il desiderio dei ristoratori sia quello di autonomia, un’autonomia da ricercare anche attraverso la disobbedienza civile.

© riproduzione riservata