Asili nido, arrivano le norme anti-maltrattamento e 7,3 milioni di euro

Stanziati oltre 7,3 milioni di euro per la gestione dei servizi per l’infanzia sull’intero territorio regionale; ecco cosa prevede la riforma

Stanziati oltre 7,3 milioni di euro per la gestione dei servizi per l’infanzia sull’intero territorio regionale; ecco cosa prevede la riforma

EMILIA ROMAGNA | Via libera alla riforma sui nidi, micro-nidi e servizi integrativi dell’Emilia Romagna. Un progetto dedicato ai bambini dagli 0 ai 3 anni che ha ottenuto il parere favorevole della Commissione assembleare e verrà approvato in Giunta a fine mese. Stanziati anche i fondi pari ad oltre 7,3 milioni di euro per gestire i servizi per la prima infanzia nell’intera Regione. I contributi verranno assegnati dalla direttamente ai Comuni in base al numero dei bambini iscritti.

La normativa ribadisce l’obbligo per tutti di rispettare i requisiti di sicurezza, l’igiene, la funzionalità dell’ambiente e delle attrezzature in base al numero dei bambini iscritti e alla loro età, oltre alla garanzia del benessere dei più piccoli. Dal punto di vista strutturale, viene riconfermato il rapporto numerico tra personale e bambini (1-5 per la fascia 3-12 mesi; massimo 1 a 7 per quella dai 12 e i 24 mesi; 1 a 10 tra i 24 e i 36 mesi) rendendo l’organizzazione più flessibile; inoltre, sono riconfermate anche le direttive già presenti nella precedente, cioè la possibilità di gestire il proprio orario sulla settimana e sull’anno in modo non rigido: ciò non significa che i bambini rimangono molte ore al nido, ma anzi, che ci rimarranno per un numero di ore a loro adeguato. 

Oltre a ciò, la nuova Direttiva prevede che, oltre alle tradizionali sezioni omogenee per età, si possano creare anche sezioni miste per stimolare l’incontro tra bambini di età diversa. E, per di più, la Norma riconferma anche le precedenti indicazioni riguardo i servizi domiciliari, detti anche “piccoli gruppi educativi“, che possono essere gestiti in famiglia, in casa di un educatore, o nei luoghi di lavoro, e possono ospitare fino a un massimo di 7 bambini, oppure 8 nel caso in cui non vi siano bambini di età inferiore a 1 anno. La Normativa riconferma il rapporto numerico tra educatori e bambini negli spazi per bambini (servizi integrativi dei nidi che permettono la frequenza anche assieme ai famigliari): in questo caso, il rapporto tra personale e bambini deve essere di 1 a 8 nella fascia 12-36 mesi, 1 a 9 per quella 18-36 mesi e di 1 a 12 per quella 24-36 mesi. 


La novità più importante il personale e in particolare le educatrici a stretto contatto con i bambini: per evitare casi di abuso o maltrattamento dovuti a condizioni di stress o inadeguatezza del proprio lavoro, la Norma ha previsto che i gestori, pubblici o privati, definiscano un piano per la prevenzione, valutazione e gestione dello stress da lavoro, con indicate le linee specifiche per garantire ai bimbi e alle loro famiglie la massima tutela. Il piano può riguardare la formazione, il lavoro di gruppo, il coordinamento costante con il Coordinamento pedagogico territoriale e, qualora servisse supporto psicologico, un sevizio di psicologi specialisti organizzato in collaborazione con le Aziende sanitarie. Le nuove disposizioni non finiscono qui, perché c’è un’altra importante innovazione: l’obbligo della preparazione interna al nido, in cucine attrezzate, dei pasti per i bambini dai 3 ai 9 mesi d’età. 

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