Attualità di Guareschi e del Mondo Piccolo | LETTERA AL DIRETTORE
“Sempre presenti nelle memorie degli abitanti del Mondo Piccolo hanno saputo portare l’essenza e la…
“Sempre presenti nelle memorie degli abitanti del Mondo Piccolo hanno saputo portare l’essenza e la semplicità delle nostre terre e della nostra gente in tutto il mondo, grazie alle innumerevoli traduzioni delle opere guareschiane“
LETTERA AL DIRETTORE | Nicolas Brigati, coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani e capogruppo di maggioranza in Consiglio Comunale a Busseto, riflette sull’importanza delle Celebrazioni Guareschiane e ricorda lo scrittore delle Roncole, di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della morte. Guareschi e i suoi personaggi, nelle riflessioni di Brigati, andrebbero riscoperti e analizzati anche nel contesto quotidiano in quanto, nonostante il passare degli anni, non hanno perso la loro attualità.
Gentile Direttore, da bussetano e da amante della nostra Bassa parmense sto seguendo alcune delle Celebrazioni Guareschianeche ricordano il grande scrittore delle Roncole, a cinquant’anni dalla morte. Mi viene spontanea una riflessione che vorrei condividere nella sua rubrica con i lei e i suoi lettori: Don Camillo e Peppone, gli amati personaggi guareschiani, hanno ancora oggi un’attualità incredibile nonostante le loro storie e i loro racconti siano stati scritti nel dopoguerra e avessero come contesto storico un panorama molto differente da quello attuale.
Sempre presenti nelle memorie degli abitanti del Mondo Piccolo hanno saputo portare l’essenza e la semplicità delle nostre terre e della nostra gente in tutto il mondo, grazie alle innumerevoli traduzioni delle opere guareschiane. Per molti anni abbiamo nascosto Guareschi: non si parla di lui su nessun libro di scuola, neanche come scrittore locale, e “L’Unità” il giorno della sua morte lo aveva identificato come ‘lo scrittore mai nato’. Credo che sia necessaria una rivalutazione della penna delle Roncole, dei suoi personaggi e del contesto storico in cui Guareschi inventava vignette e racconti: la parentesi della prigione ha oscurato, portando una concezione negativa, molta parte della produzione guareschiane. I film con Fernadel e Cervi sono entrati nell’immaginario popolare, contribuendo a creare la figura di Don Camillo e Peppone come la conosciamo oggi: chi legge i libri vede, inevitabilmente, il pretore robusto interpretato da Fernadel e il sindaco con la camicia a quadri impersonato da Gino Cervi. Sappiamo, però, che Guareschi immaginava Cervi nei panni di Don Camillo e lui stesso in quelli di Peppone e che la scelta del registra non era stata ben digerita dallo scrittore.
Aneddoti a parte, mi piacerebbe che i “giovani d’oggi” per dirla proprio alla maniera guareschiana riprendessero in mano i libri della saga di Don Camillo, di cui peraltro quest’anno ricorre anche il 70esimo della prima pubblicazione, e li leggessero per riscoprire una parte del passato e analizzare con occhi diversi il nostro presente. Oggi Don Camillo e Peppone sono, in parte, lo specchio di un’epoca passata dove la diversità politica si risolveva lanciando panche in piazza, ma alla fine si cenava insieme con un buon bicchiere di lambrusco e un fumante piatto di tortelli. Un’epoca in cui ancora esisteva un’idea da rispettare e seguire: sia che fosse quella democristiana o che fosse quella comunista. In parte, però, sono anche lo specchio di una tradizione che non muore, quella del Mondo Piccolo che, ancora oggi, ha tanto da insegnare a tutti noi. È un mondo fatto di tradizioni, di gente per bene, di buon cibo, di semplicità ed umiltà, dove tutto scorre lento come le acque del Grande Fiume ma che, in un attimo, può diventare burrascoso come l’arrivo di una piena improvvisa. Mi auguro che questa mia riflessione possa essere d’auspicio per un rilancio di Giovannino Guareschi e che le celebrazioni guareschiane, che i vari Comuni stanno portando avanti in tutta la Regione, abbiano il giusto spazio e la visibilità che un grande scrittore come Giovannino meritano.
Nicolas Brigati

