Autovelox: è polemica ad Albareto; il Sindaco: “Non servono a fare cassa”
Il Comune di Albareto incassa l’ira degli automobilisti che accusano: “Vogliono fare cassa con gli autovelox“; il Sindaco…
Il Comune di Albareto incassa l’ira degli automobilisti che accusano: “Vogliono fare cassa con gli autovelox“; il Sindaco chiarisce: “Strumenti che migliorano la sicurezza stradale“
ALBARETO | Scoppia la polemica ad Albareto sugli autovelox, con qualche automobilista che accusa il Comune di utilizzare questi strumenti di controllo della velocità per “fare cassa“. A rispondere alle polemiche è il sindaco del paese Davide Riccoboni che spiega che la pianificazione dei controlli dell’autovelox avviene in accordo tra l’Amministrazione e il Responsabile della Polizia Intercomunale dell’Alta Val Taro. A richiedere i controlli sono proprio i cittadini, tramite alcune segnalazioni per la smisurata velocità degli automobilisti nei tratti stradale di competenza del Comune.
“Sono tre anni – spiega Riccoboni – che noleggiamo il velox. I servizi sono pubblicizzati sulla pagina Facebook della Polizia Locale e vengono effettuati unicamente come prevenzione e sicurezza stradale, non per fare cassa“. Il Primo Cittadino conferma che i controlli sono serviti per portare maggior sicurezza sulle strade, in quanto gli eccessi di velocità sono diminuiti, così come le violazioni. Tutti i servizi di controllo vengono segnalati con un cartello temporaneo a sfondo bianco o blu, in anticipo rispetto alla posizione dell’autovelox. “L’obiettivo – continua il Sindaco – è quello di consentire all’automobilista di poter rallentare senza costituire pericolo per il traffico veicolare. Gli agenti, sempre in due, sono ovviamente nelle strade a fianco, non pretenderete che si mettano sulla linea divisoria delle corsie!“.
Le entrate delle violazioni di velocità sono pari allo 0,34% rispetto al bilancio totale
All’accusa di fare cassa, Riccoboni risponde dati alla mano. Per quello che riguarda il bilancio del 2016 le entrate dovuta alle sanzioni stradali sono di 11.500€ su un totale di 3.395.600€, quindi lo 0,34% del totale. La legge, poi, stabilisce che i proventi delle sanzioni del codice della strada vengano reinvistite per il 50% in segnaletica stradale, nel controllo e nell’accertamento di violazioni in materia di circolazione stradale e in manutenzione delle strade. “Il restante 50% – conclude Riccoboni – viene utilizzato per coprire le spese connesse ai controlli e come quota alla Provincia“.
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