Baby gang in azione a Parma, i negozianti sul piede di guerra: “Un incubo” | INCHIESTA
di Andrea Adorni, Chiara Corradi, Greta Magazzini, Martina Mugnaini Sono molti i casi di cronaca…
Diversi i casi segnalati in città da parte di negozianti e imprese; le Associazioni di categoria: “Chiediamo una presenza costante delle Forze dell’Ordine”
di Andrea Adorni, Chiara Corradi, Greta Magazzini, Martina Mugnaini
Sono molti i casi di cronaca che denunciano le bravate e le violenze delle baby gang nel centro di Parma: la Pilotta, la zona del Duomo e del Battistero, o Borgo Angelo Mazza sono i luoghi più colpiti, in cui alcune “bande” di giovani passano i pomeriggi disturbando passanti e negozianti. Questi ultimi sono stati spesso vittime delle baby gang, rendendo impossibile l’attività e la quotidianità dei commercianti, che denunciano il fenomeno a voce alta e si dicono “stanchi” della situazione. Tra di loro c’è chi punta il dito contro l’Amministrazione comunale: la desertificazione del centro storico favorirebbe, a loro modo di vedere, la crescita di gruppetti di giovani ragazzi che trovano nella criminalità l’unica via di sfogo della loro voglia di sentirsi grandi e considerati.
Alice, libraia del centro storico, afferma che “la cultura è un modo per contrastare il fenomeno“. L’obiettivo sarebbe quello di far sì che il centro sia frequentato “da gente per bene, che contribuirebbe a rinnovare e migliorare l’immagine delle strade, rendendole più sicure“. Altri commercianti, sebbene affermino che talvolta gli atti vandalici dei giovani siano soltanto “ragazzate che abbiamo fatto tutti“, denunciano la mancanza delle forze dell’ordine che presidiano il centro, assicurando sicurezza e vivibilità.
Altra possibile causa del fenomeno sarebbe da ricercare nei bar e nei pub del centro, che consentono la vendita di alcolici e cocktail a ragazzi minorenni e ancora giovanissimi. In questo modo i ragazzi, spesso abbandonati dalle famiglie, si ubriacano facilmente: “svolgo il servizio di volontariato alla Pubblica e purtroppo vedo spesso gente giovanissima in coma etilico per via dell’alcool“, afferma una commerciante.
“Bande organizzate: c’è chi distrae, chi ruba, chi fa il palo”
Ben più preoccupante è la testimonianza di Silvia, commessa di Napapijiri, che racconta di come il negozio sia stato letteralmente preso di mira dai ragazzini: “Per due anni e mezzo la stessa banda, composta da giovani marocchini tutti minorenni, ci ha attaccato più volte; sono organizzati e studiano i minimi dettagli; ci hanno perseguitati“. Silvia racconta di un particolare episodio, una volta in cui si trovava da sola nel locale: “Sono entrati e uno di loro è andato al piano di sopra. Io l’ho seguito per controllarlo, dato che altre volte avevano rubato magliette griffate; mentre stavo salendo le scale, un altro ragazzo è entrato nel dietro del locale e mi ha rubato il cellulare. Poi sono scappati: uno di loro stava reggendo la porta e altri facevano da palo sulla strada“.

La collega di Silvia è stata addirittura seguita fino alla macchina o quando andava a deporre il versamento, oppure è stata spintonata mentre cercava di difendere il negozio: “Un incubo“. La Polizia veniva avvertiva prontamente e dopo numerosi interventi le Forze dell’Ordine sono riuscite ad arginare il fenomeno in quell’area, garantendo un minimo di tranquillità ai commercianti.
Un’altra zona calda della città è Borgo Angelo Mazza: il Bar Giacomo è il luogo maggiormente attaccato, ma tutti i negozianti della via si dicono stanchi, delusi e arrabbiati per la situazione. “Noi siamo anziani – spiega la titolare – e ci prendono di mira più facilmente. Vengono tutti i pomeriggi, verso le quattro. Rubano le bibite, ci prendono in giro, disturbano i clienti. Una volta per mandarli fuori dal negozio ho dovuto prendere in mano la scopa, ma tanto il giorno dopo sono tornati. Dovrebbe esserci più controllo“.

Ad intervenire in difesa dei due anziani titolari del Bar è stato, più volte, Daniele della vicina Bodyes: “Abbiamo fatto anche le foto, per inviarle ai Carabinieri. Le pattuglie li hanno identificati e fermati e per un po’ non si sono visti, ma hanno fatto presto a tornare quando si sono accorti che la zona non è più presidiata. Ci vogliono dei deterrenti efficaci, come le telecamere o la presenza fissa delle Forze dell’Ordine. A questi ragazzini manca una generazione di valori“.
I ragazzini vengono definiti “annoiati e maleducati: le famiglie sono assenti, sono lasciati allo sbando e non sanno cosa fare. Se proviamo a dir loro qualcosa ci insultano o sputano“. Anche in questo caso la banda sembrerebbe sempre la solita: “Sono 7/8 maschi tra i 14 e i 17 anni, quasi tutti stranieri; bivaccano, sporcano e fanno confusione qui in strada, che è diventata un campo minato anche per i passanti a passeggio“. Raccontano infatti, che spesso assistono a risse e inseguimenti, come nel caso in cui un cane è stato preso a ombrellate o un anziano è stato scalciato e rincorso mentre rimontava in sella alla sua Vespa. Anche per questi commercianti sarebbe necessario aumentare le ronde delle forze dell’ordine che dovrebbero girare ogni giorno nel centro, dato che se vengono chiamate dopo il misfatto, i ragazzini si dileguano velocemente e diventa difficile fermarli.
Le associazioni di categoria, Ascom e Confesercenti: “Istituiti controlli, ma non è sufficiente”
Le associazioni di categoria, come Ascom e Confesercenti, interrogate sul tema hanno espresso un punto di vista netto: le baby gang non sono un fenomeno nuovo ma si sta intensificando, mentre la stampa mostra sempre più interesse nei confronti delle azioni che queste compiono. Entrambe le associazioni confermano che i negozi del centro “sono stati più volte vittima di atti vandalici, furti e attacchi di vario genere; i luoghi maggiormente presi di mira sono quelli inerenti al settore della moda, come profumerie e negozi di articoli femminili“. Parte del problema sta anche nella cosiddetta “desertificazione” del centro storico, “che ha sicuramente contribuito all’aumentare di queste bande di ragazzini. Dove non c’è più nessuno è normale che aumentino i fenomeni di microcriminalità“.
Per arginare il fenomeno, la richiesta di Confesercenti è quella di aumentare la “presenza di forze dell’ordine, il ritorno del vigile di quartiere e di un nucleo di polizia annonaria”. Se alcuni controlli ci sono già, l’associazione che rappresenta le imprese ammette anche che “è insufficiente, in particolare per la percezione di sicurezza che si deve dare alle imprese del commercio, ma soprattutto ai cittadini”. Molti negozianti, infatti, lamentano ancora la scarsa presenza di Forze dell’Ordine e di Polizia Locale sul territorio del centro. Proprio per questo, Ascom intende inoltrare agli Enti preposti e All’Amministrazione “la richiesta di una presenza più costante delle forze dell’ordine“.

In merito ad un maggiore presidio di vigilanza, Ascom spiega: “Avevamo avviato un progetto che prevedeva il servizio privato e abbiamo notato che, in questo periodo, la situazione era andata migliorando. Bisogna pensare a come poterlo attuare in un progetto più ampio, che tuteli i nostri negozianti e che permetta al centro storico di tornare ad essere un punto di riferimento per i parmigiani“. Da una parte, quindi, per poter arginare il fenomeno le due associazioni auspicano un dialogo sempre maggiore con l’Amministrazione comunale, con cui “c’è ancora da lavorare e con cui continueremo a cercare una collaborazione per quello che riguarda il centro storico, che vada in un ottica di riqualificazione e di una maggiore sicurezza“.
“Il fenomeno delle baby gang – conclude Confesercenti – è sicuramente un problema educativo e sociale, ma – nel lungo periodo – potrebbe anche diventare un problema politico. La soluzione è rappresentata dalla scuola in primis e poi dalle famiglie. Più in generale, per creare i cittadini di domani, civili, rispettosi ed educati, il sistema educativo deve essere migliorato“.

