Baby gang

La criminalità minorile è un tema diffusissimo. Le baby gang sono in aumento, a Parma ma non solo. Questi gruppi di ragazzi solitamente hanno l’intenzione di andare contro le regole sociali disturbando la quiete altrui, o per noia o per sentirsi “più forti”. Ed è cosi che Atti vandalici, aggressioni, spaccio e furti si verificano anche nel centro di Parma. Tra le zone “preferite”, c’è sicuramente Piazza Ghiaia, che dispone di un ampio spazio all’aperto, parcheggi sotterranei e diverse attività commerciali. Una situazione che ormai va avanti da anni e che non riesce a placarsi. Secondo alcuni commercianti, questi comportamenti incidono in modo negativo sulle vendite, poiché le persone diventano più restie quando devono recarsi in luoghi dove non si sentono propriamente al sicuro. Per avere una testimonianza diretta di chi la Piazza la vive tutti i giorni da anni, ci siamo rivolti ad alcuni dei commercianti i quali, ci hanno raccontato com’è la situazione dal loro punto di vista, accompagnato anche da quello dell’assessore alla sicurezza di Parma Cristiano Casa.

“La situazione è chiaramente fuori controllo” spiega uno dei commercianti. “Questi gruppi di ragazzi da anni ormai non fanno altro che creare danni e disagi”. Un commerciante racconta che ci sono stati danni per una cifra pari a 10.000 euro nei parcheggi sotterranei. Più volte ha provato ad intervenire: “Questi gruppetti sono così strafottenti ed irrispettosi anche nei confronti delle forze dell’ordine. Dalla fermata dell’autobus lanciano oggetti direttamente nella piazza creando scompiglio. È capitato anche che in qualche negozio ci fossero dei furti.”

Servirebbero delle soluzioni più drastiche, dichiara un altro negoziante: “Più che “baby gang” li definirei “baby stupid”, va dato un segnale, la Piazza non può essere in mano a dei ragazzi che disturbano la quiete perché si annoiano. Per quanto mi riguarda, la soluzione sarebbe quella di fargli fare dei lavori socialmente utili, in modo tale da educarli al senso civico e fargli pagare eventuali danni di tasca propria. I genitori dovrebbero essere al corrente di quello che fanno i loro figli”.

Non è solo un gruppo di ragazzi, ma diverse bande quelle fanno scappare le persone. “Una ragazza si è rifugiata nel mio negozio per nascondersi, la stavano inseguendo. Ci sono diversi gruppetti in diversi orari della giornata che si scontrano anche fra loro provocando risse. Hanno inoltre tentato di scassinarmi il negozio fortunatamente con insuccesso. Solitamente sono seduti sulle scalinate che permettono di scendere o salire per raggiungere la piazza, bevono alcolici e buttano le bottiglie in giro, addirittura colpendo i passanti. Sicuramente tutto questo influisce sulle vendite, poiché la gente è meno propensa a venire nei nostri negozi. Anche io non mi sento al sicuro quando sono in negozio. È da anni che la situazione va peggiorando, ma dopo il lockdown è sicuramente degenerata. Le pattuglie girano sì, ma nonostante i controlli la situazione non migliora.

Alcuni hanno persino subito furti ed aggressioni fisiche: “Ci sono risse continuamente, mi è capitato spessissimo di chiamare i Carabinieri, ma a volte non intervengono con la scusa che la piazza è privata e non pubblica. Questi gruppi di ragazzi fanno spaventare le persone che chiaramente non tornano più per paura di essere aggredite. All’interno del supermercato hanno lanciato addirittura dei petardi. Hanno rotto un sacco di vetrine, io ho subito dei furti. Vorrei sottolineare, che la piazza è anche poco illuminata e questo potrebbe avere un’incidenza. Perché Piazza Ghiaia? Perché è sicuramente una posizione con molto spazio, però non vorrei che il luogo dove esercito la mia professione venisse “ghettizzato”. Siamo si penalizzati è vero, ma anche in altre zone di Parma la situazione è la stessa. Due miei colleghi che hanno il negozio vicino al mio sono stati aggrediti anche fisicamente. C’è fin troppa libertà secondo me, bisognerebbe trovare un’occupazione a questi ragazzi la loro mancanza di educazione, rispetto e senso civico danneggia sia la città che le nostre attività.”

La posizione dell’assessore Casa e dei gruppi di minoranza

“Sono andato personalmente con il Comandante della Polizia Cassano a parlare con alcuni commercianti della Ghiaia. Come in altre zone della città, i commercianti hanno il mio numero di cellulare per un confronto e contatto continuo e diretto con loro. Come Polizia Locale abbiamo approntato un servizio con una pattuglia fissa nelle giornate e negli orari più critici. A dimostrazione di questo ricordo la denuncia di quei due minorenni, un paio di settimane fa proprio in Ghiaia, a cui sono stati sequestrati dai nostri agenti due coltelli. Anche nell’ambito del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza il tema delle aggregazioni giovanili è costantemente trattato e anche qui la dimostrazione è data dai continui controlli e dalla costante identificazione e denuncia di soggetti che si rendono responsabili di reati o comunque di comportamenti che contribuiscono a minare la sicurezza della città. Penso però che parallelamente ad interventi di prevenzione, controllo ed eventualmente repressione di certi comportamenti, sia fondamentale l’azione che deve essere svolta a monte innanzitutto dalle famiglie. Da padre suggerisco ai genitori di chiedersi cosa fanno i propri figli quando vengono in città, senza aspettare di essere convocati dalle forze dell’ordine. Parallelamente ci tengo a sottolineare l’attività svolta dagli educatori di strada per intercettare ragazzi e ragazze nelle aree sensibili e critiche sul tema del disagio giovanile. Un progetto che si aggiunge alle attività svolte nei vari centri giovani e che vede insieme Comune di Parma, Unità di Strada dell’Ausl, Polizia Locale e varie associazioni culturali giovanili.”

“Gli episodi di violenza hanno scritto in una nota Lorenzo Lavagetto, Sandro Campanini, Caterina Bonetti, Daria Jacopozzi, Bruno Agnetti e Giuseppe Massari, Fabrizio Pezzuto, Roberta Roberti – che riguardano gruppi e gruppetti di giovanissimi e adolescenti stanno assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. Le ragioni di tale fenomeno sono molte, ma certo è che occorre agire sia sul versante educativo e sociale, sia sulla creazione di luoghi di aggregazione, sia su un maggior presidio e controllo della città, soprattutto nelle aree centrali. Riteniamo indispensabile, come già abbiamo chiesto molte volte, che il Consiglio comunale sia messo nelle condizioni di conoscere quali iniziative sono state finora assunte e sono in programma da parte dell’Amministrazione comunale e di discutere in modo approfondito questi temi. Chiediamo perciò con urgenza la convocazione delle Commissioni consiliari competenti con la partecipazione degli assessorati alle politiche giovanili, sociale, scuola, sicurezza e lavori pubblici, della Polizia municipale, dell’ASL, delle Forze dell’ordine, del commercio, delle scuole e delle realtà attive sul territorio, a partire dalle associazioni, anche giovanili”.

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