Come nel 2013, i cittadini di Berceto chiamati al voto per due referendum consultivi; il Comune ritiene importante il loro parere su raccolta dei rifiuti e Unione dei Comuni

LUCCHI, REFERENDUM: “IO VOTO NO” (LEGGI) LE NOTIZIE DI BERCETO (SCOPRI)

A Berceto il 4 dicembre, oltre il Referendum costituzionale, si terranno due referendum consultivi che riguardano solo gli elettori del Comune. I bercetesi  sono chiamati ad esprimersi su due argomenti ritenuti dall’Amministrazione di vitale importanza. La volontà o meno di fondersi con altri Comuni. La volontà o meno di accettare, un gestore dei rifiuti scelto da Atersir.

Il Sindaco Lucchi non è nuovo a queste iniziative. Già nel 2013, infatti, durante le elezioni politiche i bercetesi si espressero sia per l’Unione dei Comuni che per il sistema idrico integrato. Votarono oltre il 51% degli aventi diritto, esprimendosi con una percentuale dell’82%. Il voto era contro l’unione dei comuni e contro la gestione del sistema idrico da parte di Montagna 2000.

È vero – afferma Lucchi – che ormai in Italia, i cittadini non contano più nulla. Nessuno li vuole più far votare, decidere per davvero. Resta il fatto che Berceto è fuori dall’Unione dei Comuni ed è l’unico Comune, in Provincia di Parma, che è tornato a gestire l’acqua. Un politico, un amministratore, in democrazia, ha forza di lottare, di far rispettare i diritti dei propri concittadini solo se è sostenuto da questi“.

Il popolo deve poter decidere; i carrozzoni pubblici sono delle fregature

Il voto è il sostegno maggiore e l’attuale Costituzione attribuisce il potere al Popolo Sovrano. Proprio per questo, come Sindaco, ritengo doveroso far esprimere, con il voto, in referendum consultivi, i miei concittadini. Non è semplice, infatti, lottare contro Leggi anticostituzionali. Come quelle dell’Unione Europea, del Governo e della Regione“.

Queste leggi, secondo il Sindaco, spogliano i Comuni dei loro diritti e dei loro doveri. I servizi erogati dai “carrozzoni pubblici e privati” sono inefficienti. “Tutto questo avviene stuprando la Costituzione e “imbrogliando” i cittadini con il mito dell’efficienza e degli ambiti ottimali“, commenta Lucchi.  

Difficile, per un Sindaco, resistere alle sirene che vogliono far fondere i Comuni riducendone il numero. I cittadini hanno compreso che senza il Municipio, senza il loro sindaco, sono abbandonati. Sacrificati sull’altare di un risparmio che va a discapito dei servizi. E che molte volte neppure esiste. Al contrario si verificano aumenti di costi e di burocrazia“.

I seggi e l’organizzazione dei quesiti consultivi sono completamente autonomi. Non interferiscono sulle modalità di voto e scrutinio del referendum nazionale. “Auspico anche d’avere scrutatori volontari che permettano lo svolgimento di questi due referendum. Ancora una volta siamo l’unico comune in provincia di Parma che mette in atto questi strumenti di democrazia“, conclude Lucchi.

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