Più che una ripartenza, sarebbe più opportuno dire che quello delle Alte Valli è un proseguo d’impegno. Perché in appennino l’agricoltura non si è mai fermata – nonostante il coronavirus -, ma nemmeno l’attività di Simone Andrei e Michele Sartori, rispettivamente presidente e vicepresidente del Consorzio Alte Valli, nel progetto di valorizzazione della montagna. Il BioDistretto montano più esteso d’Europa, ad esempio, è realtà. “I passaggi formali sono già stati completati – spiega Andrei -, manca solo l’inaugurazione, che abbiamo dovuto posticipare a data da destinarsi a causa del virus. Inizialmente era prevista per il 10 maggio, ma dal punto di vista formale il BioDistretto esiste. Purtroppo abbiamo perso una carissima persona che ha sempre creduto in questo progetto, che è Giovanni Malchiodi, sindaco di Ferriere. Il nostro impegno prosegue anche per lui”.

Insomma, il Monte Penna accoglie già dentro al suo cuore verde i semi di una realtà rigogliosa. L’area montana di quattro province – Parma, Piacenza, Genova e Massa Carrara – fa da cornice ad uno stile di vità salubre, sostenibile e accogliente. I comuni del parmense che fanno parte di questo progetto significativo sono Albareto, Bardi, Bedonia, Berceto, Bore, Compiano, Varsi, Valmozzola, Terenzo e Tornolo. “Il coronavirus ha rallentato le nostre iniziative, ma non le ha bloccate – ci fa sapere il vicepresidente, Michele Sartori. Vogliamo farci trovare pronti alla ripresa delle attività dopo l’emergenza, sopratttutto dal punto di vista turistico. È come se fossimo ai nastri di partenza di una gara podistica e le Alte Valli si sono allenate per fronteggiare chiunque, anche l’atleta più preparato“.

Metafora che fa riferimento a tutte quelle realtà attrezzate da generazioni ad offrire un certo tipo di servizi turistici di tipo montano. Come quelli dolomitici. “Affronteremo una campagna pubblicitaria a livello nazionale per far conoscere il nostro territorio – afferma Sartori -, perché quando torneremo alla normalità vogliamo essere sicuri di offrire servizi di eccellenza. Per fare questo abbiamo realizzato anche uno spot televisivo con un noto attore. Il nostro territorio ha un grande potenziale attrattivo, anche perché meno affollato rispetto ad altre realtà, e dobbiamo valorizzarlo. Ma non solo. Abbiamo avviato contatti internazionali, in Europa e in Russia, per promuovere il Penna e tutto ciò che di splendido c’è attorno. La nostra ricchezza è la nostra terra ed è ciò che amiamo, vogliamo trasmettere questo amore anche a chi ci verrà a far visita“.

Smartworking e sostenibilità

Spesso si associa il termine “smart” alle città o alla vita urbana. Questo sinonimo anglosassone del nostro “intelligente”, viene utilizzato sempre più di frequente anche in funzione del lavoro da casa. Lo smartworking consente di svolgere la propria attività in ambiente domestico attraverso l’ausilio della tecnologia, principalmente computer e smartphone. Ma è un tipo di vita che si sposa bene anche con la montagna. “Poter lavorare da casa con i figli vicini è un lusso – assicura Sartori –. E in montagna è ancora meglio, perché si è inseriti in un contesto piacevole, sostenibile e naturalistico. Per questo il prossimo Consiglio della Montagna, dovrà portare avanti il progetto Alte Valli Smart Life. Faremo di tutto per incentivare questo tipo attività, permettendo alle persone di spostari meno per lavoro e, così, inquinare anche meno“.

Il progetto “vita intelligente” è caratterizzato sia dallo smart working – in questo senso sono già stati avviati anche accordi con i gestori delle linee telefoniche per proporre tariffe agevolate – sia dalla promozione di attività volte ad incentivare e migliorare raccolta differenziata ed energie rinnovabili, a cui lavoreranno le amministrazioni comunali coinvolte. “Stiamo lavorando anche ad altre due iniziative – rivela il vicepresidente del Consorzio -: una è il patentino dei produttori delle Alte Valli. Questo consentirà ai nostri clienti di verificare la sostenibilità del prodotto. La seconda è una collaborazione con alcune Università delle varie province coinvolte. Quello che vorremmo fare è di dimostrare l’impatto effettivo sul territorio e sull’ambiente che hanno le nostre produzioni. Abbiamo un territorio in equilibrio e vogliamo certificarlo“.

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