Lovetaro&ceno, è nel biologico il futuro delle Valli di Taro e Ceno
Storie virtuose di agricoltura e nuove prospettive per il territorio al Simposio Bio del 18…
Storie virtuose di agricoltura e nuove prospettive per il territorio al Simposio Bio del 18 giugno 2016 nell’ambito della Borsa del Viver Bene in Montagna organizzata dal Consorzio Lovetaro&ceno
Tracciare nuove vie e prospettive di sviluppo per il territorio delle Valli di Taro e Ceno. Con questo obiettivo nel Seminario di Bedonia si sono riuniti il 18 giugno 2016 produttori e agricoltori che lavorano nel settore del biologico, rappresentanti istituzionali e dell’ICEA, chiamati a raccolta dal Consorzio Lovetaro&ceno, nell’ambito della Borsa del Viver Bene in Montagna (dal 17 al 19 giugno nei comuni delle Valli). Una tavola rotonda per affrontare i temi della sostenibilità ambientale e indicare nuovi percorsi di sviluppo, per valorizzare l’agricoltura sul territorio, al fine di ripopolarlo, difenderlo e far conoscere le diverse produzioni. Dunque, dare maggiori possibilità di lavoro nel settore agricolo, ambientale e turistico.
“Il futuro non è scritto“. È la frase emblematica scelta dall’imprenditore agricolo Mario Marini, che ha dato vita ad un’azienda multifunzionale e all’agriturismo “Il cielo di Strela”, con un approccio 2.0 all’agricoltura, che parte dalla consapevolezza che le realtà agricole tradizionali stanno scomparendo e che è necessario reinventarsi, per andare incontro alle nuove esigenze dei consumatori, sempre più attenti a cosa mangiano e più interessati ai prodotti bio. Marino ha evidenziato come un buon presidio del territorio consenta di limitare il dissesto idrogeologico e ha sottolineato la necessità di creare esperienze uniche ed irripetibili per i visitatori, a partire dalla valorizzazione che ogni produttore deve fare dei suoi prodotti, trasmettendone la passione e facendo rete tra imprese ed istituzioni.

Francesco Querzola produce mele biologiche da 7 anni a Borgo Taro ed ha integrato la coltivazione di frutta con l’allevamento di maiali da pascolo, recuperando 10 ettari di terreno abbandonato. “Quando ho cominciato volevo fare monocoltura – ha detto – ma ho capito che è inutile incentivare la quantità per poi svendere il prodotto. Il territorio è predisposto all’agricoltura biologica, in quanto ci sono molte terre lasciate incolte“.
Emanuela Graziani si è invece innamorata delle Valli, dove ha scelto di trasferirsi, ed ha cominciato a piantare campi di lavanda e a lavorare con le piante officinali. “Il mio sogno è trasferirmi qui“, ha detto , raccontando di aver iniziato l’attività con 2300 piante, dalle quali produrrà oli essenziali, inserendosi in un mercato nel settore del benessere continuamente in crescita.
Federico Rolleni ha invece creato un’azienda agricola che produce patate quarantine, una tipologia che cresceva solo sul territorio delle Valli di Taro e Ceno e di cui è stata recuperata la memoria. Ha poi dato vita a Localab, rete di imprese che collaborano occupandosi anche della trasformazione e commercializzazione dei prodotti, con l’obiettivo di vendere anche fuori dalle Valli.

Lisa Baldi ha raccontato l’esperienza di MercatiAmo che riunisce i produttori dell’area per portarli a vendere al mercato di Parma. “Sarebbe interessante – ha aggiunto Baldi – presentare nel prossimo futuro al mercato i produttori riuniti nel consorzio“.
Guido Sardella, direttore dell’Oasi dei Ghirardi, riserva naturale regionale, unica area protetta della montagna parmense ovest, ha parlato della biodiversità nelle aree appenniniche montane, dove si registra un calo di specie animali. “Il 75% della popolazione degli uccelli di campagna è diminuita – ha spiegato – nelle Valli sta avvenendo lo stesso fenomeno, in quanto c’è un aumento della foresta che fa scomparire la biodiversità delle specie della campagna. Riportando il pascolo nella riserva, si sta invece favorendo un nuovo sviluppo delle specie che si stavano perdendo. Ma è indispensabile che il territorio collabori, in quanto la tutela della biodiversità diventa fondamentale anche per il turismo“.
A fine mattinata, il Consorzio Lovetaro&ceno ha conferito un premio a Eduardo Moglia, produttore ortofrutticolo, che all’età di 80 anni ha scelto di dedicarsi al biologico, comprendendo come sia questa la strada da seguire.
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