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La decisione di non aprire gli impianti sciistici ha destato rabbia nei gestori delle stazioni sciistiche parmigiane: rabbia che è stata condivisa anche da presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti. “C’è molta rabbia, ma non nel merito in sé. Va bene tutto, ma saperlo poche ore prima della apertura prevista significa che oltre al danno c’è la beffa“, spiega Bonaccini intervenuto questa mattina in una trasmissione televisiva. “Il governo è appena partito. I ministri si sono insediati poche ore fa. Occorre un po’ di tempo per poter giudicare. Speriamo che questa sia un’ultima volta e che d’ora in poi ci sia un nuovo metodo“, aggiunge. “Credo che oggi i ministri Speranza e Gelmini abbiano già convocato il Comitato tecnico e scientifico per una valutazione di un metodo che dovrà essere differente nei modi e nei tempi. Sappiamo bene che c’è un virus molto pericoloso che ha visto le cosiddette varianti tornare a spaventare e a fare male. Nessuno di noi vuole sottovalutare i rischi e i problemi“.

Nel merito – prosegue – non ci permettiamo di giudicare perché è giusto tutelare la salute delle persone e se ci sono nuovi rischi è bene prendere provvedimenti, ma non si può arrivare a poche ore dalla riapertura“.  Sulla stessa linea il sindaco di Parma: “Ordinare la chiusura degli impianti sciistici a meno di 24 ore dall’apertura lo trovo assurdo, oltreché una forte mancanza di rispetto verso tutti i lavoratori. Una settimana fa – afferma Pizzarotti – il Comitato Tecnico Scientifico aveva validato la riapertura di tutti gli impianti in zona gialla, con linee guida da rispettare in accordo con le Regioni. Da sindaco comprendo benissimo la difficoltà di prendere decisioni gravose, è una responsabilità molto grande, ma cambiare all’ultimo minuto senza preavviso si traduce in una mancanza di rispetto e in un danno economico difficile da quantificare. I ristori non basteranno di certo: non bastavano prima, non basteranno nemmeno ora. Trovo la decisione incomprensibile e poco lungimirante: nel giro di sette giorni non si può virare a 180 gradi in questo modo. Difendere le imprese e i lavoratori deve essere la nostra priorità“, conclude.

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