Borgotaro, notte da incubo: “Occhi e gola in fiamme, non si respira”
Diverse le segnalazioni dei cittadini che stanotte hanno lamentato forti odori e malesseri
BORGO VAL DI TARO | Notte da incubo, quella appena trascorsa, per alcuni cittadini del capoluogo valtarese. Come succede da due anni a questa parte, a cominciare dal tardo pomeriggio sono iniziate le prime zaffate maleodoranti. Poi, durante la sera e la notte la situazione è andata peggiorando. A testimoniarlo sono gli stessi borgotaresi, che hanno inziato a manifestare il loro disagio attraverso i social network. Da San Rocco a località Spiagge, è stato avvertito lo stesso problema.
“A San Rocco non si respira – scrive una signora -, puzza puzza e soprattutto bruciano gli occhi, il naso e la gola. Tutto brucia“. Numerose le conferme, tra cui “è dal pomeriggio che si sente forte puzza“, oppure “anche con i doppi vetri stasera è micidiale“. Problema che pare si sia protratto fino alle prime ore di questa mattina: “Avvertivo un forte odore anche stamattina, un disastro“, afferma Claudio.
Ma c’è anche chi ha avuto difficoltà a segnalare il problema con il nuovo modulo online: “Ho provato per 15 minuti – testimonia una mamma – ma non sono riuscita ad utilizzare il programma. Ho avuto grande difficoltà ad impostare l’orario, non si riesce a salvare. È snervante e va a finire che poi una rinuncia“.
Il comitato L’Aria del Borgo: “Abbiamo esposto i nostri dubbi in Procura”
L’Aria del Borgo, uno dei comitati cittadini che si sta occupando del problema, nei giorni scorsi ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Parma. “Si tratta di un fascicolo di 98 pagine – scrivono in una nota – dove ripercorriamo i primi mesi del cosiddetto ‘problema emissioni‘, concentrandoci in particolare sugli interventi degli enti di controllo, Arpae e Ausl, e dell’Amministrazione Comunale di Borgotaro, attraverso l’analisi dei documenti ufficiali“.
Azione, quella intrapresa, resasi necessaria dalla mancanza di riposte da parte delle Istituzioni, che non hanno fornito “spiegazioni convincenti alle nostre numerose domande“, spiegano dal Comitato. L’esposto, fanno sapere dal direttivo, fornisce dunque “una ricostruzione che ha portato alla luce incongruenze nella successione degli avvenimenti, grossolani errori nei dati e l’irreperibilità di documenti che riteniamo importanti per comprendere il problema“.

