Il polmone di Parma è famoso in tutta Italia: “Grazie ai fondi europei abbiamo creato ossigeno contro l’inquinamento della Padania”

Roberto e suo padre Giancarlo sono gli Spaggiari, una famiglia che risiede nel parmense da fine 800 e che si è conquistata fama nazionale grazie ad un’iniziativa non poco originale. I due agricoltori avevano a disposizione una vasta area di terreno, in cui hanno iniziato la piantumazione dal 2000, e che hanno allargato fino a sette ettari nel 2005: da lì sono iniziate le numerose offerte da parte di proprietari edili per comprare il terreno. La famiglia si è detta ripetutamente contraria a cedere l’appezzamento di terra, e finalmente nel 2016 è arrivata la possibilità di usufruire del Fondo europeo di sviluppo rurale 2014-2020, per poter destinare l’area, cresciuta fino a 11 ettari, a un futuro tutto green. Finora sono stati piantati più di 12 mila alberi, un polmone verde nell’inquinata Pianura Padania, in cui si parla di vera e propria emergenza climatica.

Il territorio di San Prospero è stato urbanizzato agli inizi del XXI secolo: un quartiere residenziale ha preso il posto di campi e terre di agricoltori locali, e per questo motivo il terreno degli Spaggiari aveva poc’altra alternativa di essere venduto per grandi somme di denaro ed essere cementificato. “Non siamo una famiglia stra-ricca e certo quei soldi ci sarebbero serviti, ma ci abbiamo pensato e abbiamo deciso di tenerci il terreno“, commenta Roberto, che per spiegare il motivo della loro decisione afferma: “L’abbiamo fatto per una ragione estetica, ma anche spirituale. Abbiamo continuato con la nostra attività agricola e poi nel 2016 abbiamo approfittato di un bando comunitario del Fondo per lo sviluppo rurale, che ci ha permesso di incrementare e migliorare il nostro lavoro“. Per ora infatti Roberto e suo padre hanno piantato circa 12500 alberi in un’area di 11 ettari: ci sono specie autoctone, come il frassino, il ciliegio, la farnia e noce, oppure arbusti come il nocciolo, e poi alcuni alberi secondari, come il melo, il gelso o il pero selvatico, per un totale di sedici essenze.

Roberto e Giancarlo Spaggiari

Il Bosco Spaggiari si trova a poco più di 6 km dal centro storico di Parma ed è adiacente alla Via Emilia, la famosa via romana che collegava Rimini a Piacenza: tra turisti e appassionati la zona è calpestata spesso durante le stagioni più calde e il bosco è quindi accessibile con non molto sforzo. Tuttavia, il richiamo nazionale che ha caratterizzato il progetto degli Spaggiari, è dovuto soprattutto al momento critico che sta vivendo il nostro Pianeta: “Quando abbiamo intrapreso l’iniziativa ancora non c’era grande copertura mediatica del problema ambientale, ma gradualmente è cresciuta la sensibilità verso la catastrofe climatica, soprattutto in Pianura Padania, una delle zone più inquinate d’Italia“. Roberto e Giancarlo possono infatti essere considerati due paladini dell’ambiente che a spada tratta hanno, nel loro piccolo, contribuito a dare ossigeno a una zona sempre più industrializzata del Nord Italia: “Non si è trattato soltanto di piantare alberi, ma è un’azione oltre che naturalistica, anche etica e filosofica, che viene soprattutto da mio padre” – sostiene Roberto – “oltre a essere un piacere per noi continuare la tradizione di famiglia, è un gesto per tutta la comunità, alla quale vorremmo donare un’aria pulita“.

Il terreno della famiglia Spaggiari

Ad esclusione di qualche lettera anonima che lamentava la “sporcizia” delle foglie sulle strade, e di un forse non sufficiente interesse da parte degli abitanti locali, la notizia ha fatto il giro delle testate giornalistiche nazionali e sono arrivati importanti riconoscimenti. Il Comune di Parma, con la menzione speciale del Premio di Sant’Ilario, ha premiato la famiglia Spaggiari, e anche Legambiente Parma ha insignito i coltivatori del bosco con il Cigno d’oro per “la virtù civica” di aver piantato 11 mila alberi a S.Prospero. Ogni tanto inoltre, maestri e professori contattano Roberto per organizzare gite e visite al terreno degli Spaggiari, che affermano di aver in progetto di allargare la zona, magari creando un bosco per le api e un laghetto, sempre e soltanto con l’aiuto al massimo di qualche amico di famiglia. “Piantare gli alberi non è stato un’azione pianificata, ma spontanea e piacevole, che fa parte della vita e del comportamento di Giancarlo, che è un filosofo della natura“, conclude Roberto, “noi non siamo la Foresta Amazzonica – magari – ma per noi è stato un privilegio poter coltivare ulteriori piante per veder crescere un pezzo di natura“, invece di vedere l’ennesima distesa di cemento.

Roberto e Giancarlo Spaggiari con il sindaco di Parma Federico Pizzarotti

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