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Oggi sono orgogliosa e grata per il mio mestiere, che mi mette davanti ad un’occasione unica: scrivere di una grande donna, una grande regina, una grande madre. E chi, come me, in questi giorni si trova a dover raccontare della dipartita della Regina Elisabetta, sono certa che scrive con grande emozione. Non era una Regina qualunque e difficilmente ci sarà qualcuno che potrà eguagliarla. Elisabetta è la Regina del Novecento: la donna che ha incontrato 7 Papi e 14 Presidenti Usa e che ha lavorato con 15 primi ministri. Ma è stata anche l’unica regnante ad inaugurare due Olimpiadi, la più longeva per età e per tempo di regno e quella che ha viaggiato di più.

Oggi di Londra immagino il silenzio, scandito solo dai passi sommessi del popolo inglese che – con la dignità che la Regina stessa aveva chiesto – rende omaggio alla Her Majesty, portando fiori, biglietti e omaggi dinanzi ai palazzi reali. E al clamore della successione di Carlo III, immagino che oggi prevalga il dolore di un figlio che ha perso la propria Mummy.


Oggi voglio immaginare la Lilibet – così come la poteva chiamare affettuosamente solo il Principe Consorte – che si ricongiunge con l’amato Filippo, come nei film più romantici. La monarchia, specialmente quella inglese, porta con sè quel filone “rosa”, che rende magico anche ciò che in realtà non lo è. Perchè Elisabetta e Filippo hanno avuto momenti difficili, ma li hanno saputi affrontare insieme, cercando sempre di salvaguardare la loro unità familiare, senza dimenticarsi di prendersi cura del proprio popolo. E quella foto di Elisabetta, vestita di nero e sola dentro la macchina che l’accompagnava al funerale di Filippo, ha in fondo segnato la fine di qualcosa di speciale: un filo che si è spezzato e che, nel giro di un anno, ha indebolito sempre di più la Regina.

E poi c’è la grande forza e dignità che l’ha contraddistinta nei momenti di difficoltà: dalle crisi politiche alla fine dell’impero britannico. Ma anche e sopratutto nelle batoste private: l’amore tormentato di Carlo e Diana, la morte della principessa del Galles, poi gli scandali di corte, i problemi del figlio Andrea e, ultimamente, la storia che ha coinvolto Harry e Meghan. Eppure la Regina è stata sempre presente, in cerca di una conciliazione ma senza perdere autorità e controllo.

Allora, buon viaggio Lilibet: oggi finisce un’epoca, grazie per aver contribuito a renderla speciale. Sono certa che il tuo popolo – ma anche il mondo intero – ti deve tanto e non ti dimenticherà.

God save the Queen