Il gruppo di Protezione Civile di Busseto “chiude i battenti”

Troppa burocrazia, dopo dieci anni di attività “chiude” il gruppo di Protezione Civile dell’Assistenza Pubblica

Troppa burocrazia, dopo dieci anni di attività “chiude” il gruppo di Protezione Civile dell’Assistenza Pubblica di Busseto

di Jessica Setti

Dopo un’attività decennale, il gruppo di Protezione Civile della Pubblica Assistenza di Busseto ha deciso di terminare le attività. La causa? Problemi burocraticiMarzio Broggi, presidente della Pubblica Assistenza Croce Bianca di Busseto e Mauro Negri, responsabile del gruppo della Protezione Civile, hanno chiarito la situazione soprattutto dopo le prese di posizione avvenute nei social network.


Il gruppo della Protezione civile è sempre stato parte della Pubblica Assistenza di Busseto, ma le ultime normative hanno portato alcune problematiche. Per questi motivi al momento il servizio è stato sospeso. Principalmente è aumentata la complessità delle attività burocratiche che il gruppo avrebbe dovuto sostenere, a partire dall’accreditamento fino all’iscrizione all’albo regionale della Protezione civile.

Negri ha riunito il gruppo per sondare il numero di persone disposte a portare avanti l’impegno nonostante la burocrazia. Dopo un lungo dibattito, il verdetto della riunione è stato inevitabile: sospensione momentanea del servizio.

Ma per una realtà che sembra avere una fine un’altra inizia. Infatti Negri ha confermato l’intenzione di voler creare un gruppo di Protezione Civile indipendente. Slegato ufficialmente dalla Pubblica Assistenza, ma con una continuità di collaborazione. Il fine primario rimane sempre e comunque assicurare  il miglior servizio possibile ai cittadini.

Marzio Broggi: “Nascerà un nuovo gruppo indipendente e la Protezione Civile avrà una sua autonomia

La Croce Bianca di Busseto cerca nuovi volontari (LEGGI)Gli Sugalive a Fidenza per il concerto dell’Assistenza Pubblica  (PROGRAMMA)

Marzio Broggi esprime la sua opinione attraverso i social network: “Nascerà un gruppo indipendente che continuerà sicuramente ad operare come Protezione Civile. Avrà una sua autonomia, evitando l’obbligo di fare i corsi del sanitario, facendo solo quelli richiesti per la logistica di protezione. Personalmente auguro che la gente risponda ancora più numerosa tolta questa clausola che obbligava ad essere militi per poi far parte della Protezione Civile.
Noi – continua Broggi – in questo momento di impegni sempre più numerosi pensiamo di dover operare per il nostro futuro impegnandoci al massimo nel discorso Sanitario. Ribadisco chi è abituato solo a giudicare inizi ad essere tra i primi ad aderire al nuovo gruppo e poter capire che con le parole si va poco avanti. Auguro agli amici della Protezione di avere più adesioni possibili. Ed iniziare il loro cammino con più spirito di prima“.