Caldo e siccità: è già allarme zecche e pericolo infezioni

Il clima di questi ultimi due mesi aiuta la proliferazione delle zecche: il loro morso può provocare gravi malattie come encefalite e borelliosi

Il clima degli ultimi due mesi, caratterizzato da una condizione di caldo secco perdurevole (non piove da circa due mesi), desta preoccupazione non solo per i gravi danni procurati all’agricoltura. Con l’aumento delle temperatura e l’assenza di precipitazioni, pian piano si stanno svegliando dal letargo le zecche: animali pericolosi per l’uomo e gli animali. A causa dei cambiamenti climatici, infatti, la proliferazione di questi piccoli aracnidi è in aumento e ha determinato un incremento di malattie dovute al loro morso del 400 per cento in 30 anni.

Le zecche, contrariamente a quanto si possa credere non saltano e non volano, ma attendono le loro “vittime” sulle estremità delle piante. Così, il malcapitato di turno, durante la propria escursione all’aperto, rischia di ritrovarsi uno di questi piccoli parassiti addosso mentre gli passa accanto. Aggrappandosi con le loro piccole zampette, cercano subito un posto dove infilare la testa sotto pelle e succhiare il sangue, utile per passare allo stadio successivo o per far maturare le uova.


Encefalite e malattia di Lyme: i pericoli del morso da zecca

Il morso di per sé non è doloroso, tuttavia se l’animale rimane troppe ore attaccato al corpo può provare malattie attraverso il rigurgito del pasto. Inculcando nella ferita alcuni agenti patogeni, le zecche provocano diverse malattie nell’uomo: dalla meningoencefalite alla malattia di Lyme, dalla febbre bottonosa alle febbri ricorrenti.

Nel 70 per cento dei casi, dopo un morso di zecca si manifesta un’infezione senza sintomi che passa inosservata. Mentre nel 30 per cento restante possono sorgere gravi problemi dovuti al conseguimento delle malattie sopracitate.

Prevenzione ed eventuale rimozione della zecca: alcuni consigli utili

Gli accorgimenti da adottare durante le escursioni tra i boschi o immersi nella natura sono diversi. Innanzitutto è utile evitare di tenere zone della cute esposte mentre si cammina nell’erba alta; indossare abiti chiari e ben visibili invece facilta l’individuazione dei parassiti che si attaccano ai vestiti; mentre al termine della propria escursione, occorre esaminare scrupolosamente ogni parte del corpo; ancora meglio se si lascia effettuare il controllo ad altri: alcuni di questi animali possono essere addirittura più piccoli di un millemtro.

Per staccare una zecca infilata nella pelle ci sono alcune regole da seguire. Per prima cosa non si devono utilizzare: alcol, benzina, acetone, ammoniaca oppure olio. Questo perché si corre il rischio di irritare l’animale facendolo vomitare all’interno della ferita causata dal morso. Per effettuare la rimozione in modo sicuro occorrono delle pinzette e tanta pazienza. Posizionandole il più vicino alla pelle (lì si trova la parte più dura), si stacca l’animale con movimenti rotatori, tenendole invece sull’addome si rischia di farla scoppiare causando uscita di sangue infetto. Un volta asportata la zecca correttamente disinfettare bene.

© riproduzione riservata