La campagna è in ritardo a causa del maltempo: dalle piogge di maggio, alle grandinate estive; la Regione investe nella ricerca

Duro colpo per la campagna del pomodoro, in calo in seguito al cambiamento climatico, come evidenziato dai dati dell’OI Pomodoro da industria del Nord Italia. La campagna 2019 sta procedendo con una settimana di ritardo a causa del maltempo di maggio con pioggia e temperature ancora rigide: ad essere rallentato è il processo di maturazione del pomodoro. A ciò si son aggiunti i danni dovuti a grandinate, bombe d’acqua e forte vento che si sono alternati a picchi di calore di 40 gradi. Ad oggi si sono raccolte poco più di 1 milione di tonnellate di pomodoro, meno della metà del contrattato, quando di solito in questo periodo si è in genere già oltre la metà dei quantitativi richiesti dalle imprese. Le rese, sulle produzioni precoci e medio-precoci, sono risultate più basse degli altri anni: al di sotto dei 700 quintali per ettaro.

I dati, emersi dal confronto tra l’assessore Caselli e gli operatori della filiera, dimostrano che quello del cambiamento climatico è un problema reale, da affrontare subito. In quest’ottica l’OI ha intrapreso diverse attività finalizzate a minimizzare l’impatto del clima e a migliorare l’efficienza della filiera.Già dal 2017 si è attivato uno stretto monitoraggio delle fitopatie in campo abbinato ad un intervento immediato laddove si riscontrino eventuali problematiche colturali; inoltre è stata sottoscritta un’intesa con i Consorzi di bonifica di Parma e Piacenza a sostegno degli investimenti necessari ad accrescere la disponibilità irrigua sul territorio.

La mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, che ha condizionato in maniera negativa l’andamento della prima parte della campagna del pomodoro 2019 – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli -, è una delle priorità dell’azione della Regione in campo agricolo. Per contrastarne gli effetti negativi, che si manifestano con sempre più preoccupante frequenza, da un lato abbiamo avviato, in collaborazione con i consorzi di bonifica, un maxi-piano di investimenti da oltre 215 milioni di euro per il potenziamento degli invasi e la modernizzazione delle infrastrutture irrigue per fronteggiare le conseguenze dei periodi siccitosi. Dall’altro lato continuiamo a mettere disposizione risorse per finanziare la ricerca attraverso i Goi, i gruppi operativi per l’innovazione, frutto dell’alleanza tra mondo agricolo ed enti di ricerca“.

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