Il covid ha sicuramente cambiato le regole di mercato del car sharing. Da un lato, qualcuno pensa sia più sicuro viaggiare con un mezzo proprio, dall’altro però, vi è la paura di dover sostenere una spesa troppo esigente in un periodo di forte instabilità economica. I dati citano un aumento di domanda per il noleggio a lungo termine piuttosto che per la soluzione “a breve termine”. Le previsioni per il 2022 sono comunque positive, in quanto si prospetta un trend in crescita.

Numeri e previsioni per il noleggio durante il Covid

numeri relativi al 2021 per il servizio di auto condivise, hanno registrato un calo drastico. Si parla del -50% a causa di una serie di fattori indipendenti dalla volontà degli usufruitori.

Molti italiani infatti, hanno preferito una soluzione di noleggio a lungo termine. Se si pensa che sia una soluzione relativa solo ed esclusivamente alle aziende o possessori di partita iva, si stasbagliando. Esiste anche il noleggio a lungo termine per privati (senza partita iva) ed è una soluzione veramente ottima per la maggior parte delle persone.

Con gli sharing a breve termine o addirittura servizi di poche ore se non minuti, i dati sono risultati negativi poiché la pandemia ha causato un panico generale, preoccupando la gente che per igiene non voleva utilizzare dei veicoli che non fossero propri. Un problema che le aziende hanno provato a risolvere aumentando la sicurezza grazie ad una igienizzazione di ben 4 volte superiore rispetto al lavaggio tradizionale.

Ad aggiungersi ai numeri negativi sono stati gli spostamenti limitatidurante le restrizioni del coronavirus. Infatti nell’abitacolo non era possibile occupare più di un posto davanti, e uno dietro. Dunque anche un limite per gli amici e parenti che avrebbero voluto stare nello stesso mezzo. Le proiezioni per il 2022 e gli anni a seguire sono però positive. 

Il trend è in crescita per quei veicoli che possono essere locati per un periodo più lungo. Questo perché durante l’arco di tempo, l’auto resta a carico di chi l’ha noleggiata e potrà utilizzarla come se fosse di sua proprietà. Non di meno, nel canone all inclusive di una formula NLT, sono compresi tutti quei servizi i cui costi andrebbero sostenuti a parte: manutenzione ordinaria, straordinaria, assistenza stradale, polizza RCA e bollo auto.

Il futuro per il mercato del car sharing appare roseo, sempre che la pandemia finisca presto o che mantenga ritmi normali, e sempre che le proprietà di autonoleggio si adattino allevoluzione di mercato. Andrà valutata la possibilità di estendere l’offerta ad un target più ampio di quel che attualmente la utilizza.

Perché la mobilità sharing sarebbe la favorita del 2022?

La pandemia del Covid-19 non fermerebbe la mobilità sharing, o meglio, il trend che risulterebbe in crescita è quello legato alla locazione a lungo termine. Ciò significa che ci sarà un aumento di richiesta per coloro che desiderano sottoscrivere un contratto per più anni. L’andamento sarà dunque positivo, anche perché con questi contratti NLT sarà possibile locare dei veicoli ever green come gli ibridi e gli elettrici

Oltre all’aspetto economico, l’attenzione va posta all’impatto ambientale, un topic sempre più discusso in ogni parte del mondo.Non è un caso che lo Stato sta prorogando gli incentivi per poter rottamare le automobili a motore diesel e benzina, e dar priorità ai veicoli ibridi ed elettrici. Un aspetto rivoluzionario che influenzerà sia l’acquisto del mezzo proprio, sia la scelta del veicolo da poter locare (sia a breve che a lungo termine).

Dando un’occhiata ai costi del car sharing, si può assistere ad un notevole risparmio per coloro che utilizzano l’auto per un periodo più lungo. Questo certamente vale per la soluzione a lungo termine. Diverso è il caso per i ragazzi che ad esempio non avendo la possibilità di mantenere una propria auto, e che si muovono in metropoli con i mezzi pubblici, decidano di prendere le auto condivise per spostamenti più veloci e saltuari.

Alla luce di quanto detto, siamo sicuri che il mercato del car sharingsarà via via in aumento (lo dimostrano i dati non solo in Italia, ma in tutta Europa), nonostante la pandemia legata al coronavirus.

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