“Cara Parma”, la città vista dagli studenti fuorisede: “Spero che sia solo l’inizio di una lunga storia d’amore”

Prosegue, con la terza pagina di diario, la nostra rubrica “Cara Parma”: uno spazio dedicato…

Prosegue, con la terza pagina di diario, la nostra rubrica “Cara Parma”: uno spazio dedicato agli studenti fuorisede, che ci raccontano attraverso le loro parole tutte le emozioni, le sensazioni e le impressioni che hanno vissuto sulla loro stessa pelle da quando hanno deciso di intraprendere il loro percorso universitario nella città ducale, alla quale dedicano questo pensiero. Le domande che ci siamo posti sono sempre le stesse: ci siamo mai chiesti se si siano sentiti a casa? Se abbiano trovato qualche difficoltà nell’ambientarsi? Se e quali luoghi abbiano fatto sentire gli studenti, provenienti da ogni dove, accolti e a loro agio? Oggi, a risponderci è Luana, studentessa 23enne proveniente dalla Basilicata.

Cara Parma,

sento di aver contratto un grosso debito nei tuoi confronti durante questo anno. Da studentessa lucana fuori sede quale sono, ho trascorso l’intero lockdown in tua compagnia. Col senno di poi, aggiungerei un “per fortuna”! Devo ammettere, a malincuore, che credevo che la scelta di trasferirmi qui da te per studio, fosse stata oltremodo infelice. Provenendo da una piccola realtà paesana, sognavo la grande città, quella in cui non va mai a dormire, quella che strombazza di rumori e luci tutto il giorno. Effettivamente non so perché ti ho presa in considerazione come tappa fondamentale per il mio futuro. Davvero non lo so! Eri solo la città che custodiva la facoltà universitaria che avevo scelto. Un banale involucro e niente più. Ma non ti sei lasciata sfuggire l’occasione di convincere una povera anima scettica. Nient’affatto!


Ci hai messo una settimana per affascinarmi con il tuo potenziale, e ancora adesso, a distanza di quasi due anni, mi sorprendi continuamente con la tua bellezza. Spaesata, come solo uno studente fuori sede può essere i primi giorni, cercavo dei punti di riferimento che potessero aiutarmi ad ambientarmi. Un bar dove trascorrere il fine settimana tra aperitivi e appunti delle lezioni universitarie? Via Farini con il suo cicaleccio? Via D’Azeglio con le sue biciclette che sfrecciano tra i passanti? No. Tu, Parma, riveli tutto il tuo splendore nei piccoli borghi nascosti, nel profumo dei tortelli d’erbetta, e ancora nella Pilotta così bella al sole, e nel Duomo così imponente di sera. In ognuno di questi posti sento odore di casa e di accoglienza.

Così come mi sento a casa nel quartiere Montanara, dove vivo da quando sono arrivata. Ha un fascino tutto suo, un piccolo paesino a sé stante, quasi come fosse dotato di regole proprie. La vita scorre tranquillamente senza impedimenti, le vecchiette si ritrovano al parco per raccontarsi i fatti della giornata e spettegolare sulla vicina, i bambini giocare per strada. Si sentono perfino le campane la domenica mattina. C’è pace qui. Oh, Parma, quanto somiglia alla mia bella e lontana Lucania, questa Montanara! Sento la tua mancanza ogni volta che mi allontano per qualche giorno. Sento che hai ancora tanto da mostrarmi. Tanti piccoli borghi in cui perdersi di domenica mattina. Tante storie da raccontare. Tante piccole scene quotidiane di cui oggi sento più che mai la nostalgia. Spero che sia solo l’inizio di una lunga storia d’amore tra di noi.

Luana Pistoia

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