“Cara Parma”, la città vista dagli studenti fuorisede: “Mi sono sentita a casa”

Da oggi, a cadenza settimanale, prende vita la nostra rubrica “Cara Parma“, dedicata ai fuorisede…

Da oggi, a cadenza settimanale, prende vita la nostra rubrica “Cara Parma“, dedicata ai fuorisede che hanno deciso di intraprendere un percorso universitario nella città ducale. Ci siamo mai chiesti se si siano sentiti a casa? Se abbiano trovato qualche difficoltà nell’ambientarsi? Se e quali luoghi abbiano fatto sentire gli studenti, provenienti da ogni dove, accolti e a loro agio? Abbiamo chiesto a qualcuno di loro di dedicare una pagina di diario alla città di Parma, e questa è solo la prima delle tante.

Cara Parma,

Sono Lorena, ho 23 anni, sono nata e cresciuta in un piccolo paesino – di nome Salemi – in provincia di Trapani, in Sicilia. Mi sono trasferita a Parma nel mese di settembre del 2019, con largo anticipo rispetto all’inizio delle lezioni del corso magistrale che ho intrapreso, per potermi ambientare. Credevo fosse difficile, credevo di non potercela fare, credevo che la lontananza dalla mia terra e dai miei affetti, mi avrebbe reso complicata la permanenza in una città che non avevo mai vissuto a pieno. Ma niente – per fortuna – è andato come avevo pensato, mi sono sentita a casa, fin dal primo momento sei stata capace di accogliermi, di prendere posto all’interno dei miei pensieri con le tue meraviglie, e forse per la prima volta in vita mia, mi sono sentita nel luogo giusto al momento giusto.


Ho avuto la fortuna di ricevere il posto letto presso una delle residenze universitarie, che si trova proprio in Piazzale Daniele Bertozzi e sono così piombata nel pieno dell’Oltretorrente, in quella parte di mondo che mi ha da subito fatta tornare a Salemi, ma in grande. Come avrei potuto sentirmi fuori luogo circondata da tanta bellezza? Nel tempo libero, accompagnata da coinquilini e colleghi, ho iniziato a fare la turista, ho percorso le stradine caratteristiche del centro storico, i borghetti che si snodano dietro a Piazza Garibaldi, via Farini, via Cavour… sono rimasta affascinata da tutti i piccoli locali ed i negozi che prendono vita in quella parte del tuo territorio, sono un ottimo svago e un perfetto ritrovo per una chiacchierata in compagnia davanti ad un buon bicchiere di vino e tanto prosciutto. Vogliamo poi parlare del Parco Ducale? Quante le passeggiate mattutine immersa nel “verde” che ti contraddistingue dalle altre grandi città. E’ uno spettacolo mozzafiato, un luogo dove poter svolgere tantissime attività in tutta pace e spensieratezza.

Non mi sono mai pentita della scelta che ho fatto, non mi sono mai pentita di aver voluto vivere te come seconda casa, non mi sono mai pentita e non tornerei indietro per cambiare destinazione. Ma poi è arrivato il Covid. Ho ricevuto, insieme a tutti gli altri studenti universitari, un’email che ci comunicava l’interruzione delle attività didattiche a causa di un virus che poi da lì a breve avrebbe stravolto la vita di tutto l’intero Paese, e sono subito tornata giù dalla mia famiglia. Non ho potuto godere per intero della mia esperienza – se non per qualche mese – non sono ancora sazia delle tue bellezze, ho ancora tanto da darti e tanto da prendermi. E so che presto tornerò, con la speranza di poter rimanere molto più a lungo questa volta, senza restrizioni, senza limiti. Con gli occhi di una studentessa fuorisede, Parma non è una città noiosa come la si vuol far credere, Parma è una boccata d’aria fresca che merita di essere vissuta giorno per giorno.

Lorena Cappello

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