Carcere di Parma: serve l’attenzione del Governo | IL PUNTO

Carcere dei via Burla, annunciata visita ad agosto dei parlamentari democratici che denunciano le gravi condizioni di lavoro del personale

Annunciata visita ad agosto dei parlamentari democratici che denunciano le gravi condizioni di lavoro del personale nel Carcere di Parma

PARMA | La situazione del Carcere di via Burla continua ad essere problematica. Nonostante i numerosi sit-in di protesta, manifestazioni e vari volantinaggi fatti negli ultimi tempi dagli agenti penitenziari, il registro non cambia. Il carcere continua a soffrire di un forte sovraffollamento e di una grave mancanza d’organico, con numeri che rendono l’istituto penitenziario vicino al collasso, come spesso denunciato dal sindacato autonomo Sinappe.

A tal proposito, in questi giorni, i parlamentari democratici Maestri, Pagliari, Romanini sono tornati sull’argomento: “Conosciamo bene le problematiche e le difficoltà delle persone che quotidianamente lavorano nel carcere di Parma. È solo grazie alla dedizione che operatori socio-sanitari, educatori e agenti della polizia penitenziaria mettono nel loro lavoro che l’istituto di via Burla ha potuto sopportare un cronico sovraffollamento e un’insostenibile carenza di personale. Oggi però, come denunciato con forza dal Garante, Roberto Cavalieri, la situazione deve essere affrontata con risolutezza e per questo chiederemo un sollecito interessamento da parte del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando”.


I parlamentari Pd: “In via Burla manca un dirigente

Gli stessi parlamentari, negli anni scorsi hanno sempre visitato la struttura di via Burla riportando sempre al Ministero competente le problematiche riscontrate. Tra queste – sottolineano i parlamentari – ,”la pesante assenza che si protrae ormai da troppo tempo di un dirigente che possa dedicarsi a tempo pieno al nostro carcere. Subito dopo ferragosto approfitteremo della pausa nei lavori parlamentari per riproporre la nostra visita annuale, per confrontarci con la dirigenza, gli operatori e i detenuti, e non mancheremo di riportare a Roma i problemi riscontrati”.

Sappiamo di non raccogliere consensi ricordando che il carcere oltre ad essere il luogo dove deve essere scontata la pena per gli errori commessi, non può che essere anche la sede in cui preparare i detenuti al reinserimento nella società. Anche per questo motivo è necessario assicurare ai professionisti che vi operano le migliori condizioni di lavoro, perché  – hanno concluso i parlamentari – è soprattutto nel loro impegno che dobbiamo confidare per scongiurare che chi esce dal carcere debba tornarvi rapidamente dopo aver commesso nuovi reati”.

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