Ponte Verdi, ancora nessuna soluzione; CasaPound: “Fuori i soldi!”

“Ponte Verdi: meno immigrazione più manutenzione” e “Ponte Verdi: Bonaccini, Fritelli Censi: fuori i soldi”: sono questi i due striscioni che CasaPound Italia ha appeso, la scorsa notte, nelle vicinanze del Ponte sul Po “Giuseppe Verdi” di Roccabianca 

Comparsi nella notte striscioni polemici del gruppo di destra, che intima: “Bonaccini, Fritelli, Censi: fuori i soldi!“; ancora bloccati i Fondi destinati al ripristino

ROCCABIANCA | “Ponte Verdi: meno immigrazione più manutenzione” e “Ponte Verdi: Bonaccini, Fritelli Censi: fuori i soldi”: sono questi i due striscioni che CasaPound Italia ha appeso, la scorsa notte, nelle vicinanze del Ponte sul Po “Giuseppe Verdi” di Roccabianca per denunciare la pessima gestione delle infrastrutture provinciali.

Già da mesi il Ponte Verdi – spiega il movimento – vive in una situazione precaria.lavori di competenza di Regione Emilia Romagna e Provincia di Parma sono rimandati da tempo, costringendo lavoratori e cittadini a fare i conti con un senso unico alternato i cui già ampi disagi sono acuiti dalla chiusura del Ponte di Colorno”. CasaPound ricorda che Regione e Provincia hanno promesso 1 milione e 800mila euro per completare i lavori di messa in sicurezza: “Ma, se gli 800mila euro sono stati stanziati, il milione destinato alla Provincia è ad oggi disperso, nonostante le promesse del presidente Fritelli che assicurava sarebbe stato disponibile da settembre”.


Casa Pound  

Parma e Cremona: un muro tra le due Province

Il movimento punta il dito “contro le incapacità di amministratori inadatti a fronteggiare situazioni di emergenza“. A prova di quanto affermano, gli esponenti di CasaPound citano le parole del consigliere Serpagli, che parla di “tempestività” nella chiusura del ponte fra Colorno e Casalmaggiore: “La stessa tempestività che sarebbe mancata nel programmare negli anni le normali, corrette e dovute manutenzioni”, proseguono. 

Allo stesso tempo – conclude CasaPound– questi personaggi sono gli stessi che non solo non contrastano, ma addirittura incentivano l’arrivo di clandestini sul nostro territorio. L’ultimo bando della prefettura per l’accoglienza sta costando alle casse pubbliche qualcosa come più di 23 milioni di euro, somma che è un insulto alle necessità del territorio. Non sarebbe stato forse meglio  utilizzare anche solo una parte di questi fondi per qualcosa di molto più utile alla collettività?

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