Caso Bormioli, l’origine di un conflitto sindacale non ancora chiarito

  La prima parte di un caso che apparentemente non trova spiegazioni Il Consiglio Comunale…

 

Caso Bormioli, l'origine di un conflitto sindacale non ancora chiaritoLa prima parte di un caso che apparentemente non trova spiegazioni

Il Consiglio Comunale di Fidenza è tornato a parlare dei fatti che negli ultimi mesi hanno coinvolto la ditta Bormioli, una delle più rilevanti del nostro territorio. Il tutto assume ancora più importanza se consideriamo che interessa 700 dipendenti, in una fase del mercato lavorativo ancora molto delicata.


Il PD ha presentato una mozione nella quale si pone un interrogativo importante: capire come mai si sia innescata una forma di lotta così forte dopo il cambio di gestione del magazzino. Nel dicembre del 2015 la Cal Srl venne infatti incaricata formalmente dalla Bormioli Rocco per la gestione del magazzino aziendale. Magazzino gestito fino ad allora dalla cooperativa milanese Idea Coop, comunque titolare dell’appalto fino a fine 2015.

Il titolare della Cal Srl ha dichiarato di aver “subito cercato contatti con tutte le organizzazioni sindacali per fare una trattativa”. Nonostante ciò il 23 dicembre una parte dei lavoratori decisero di bloccare il magazzino e impedire l’accesso e l’uscita delle merci. Nel frattempo i sindacati Cgil e Cisl affrontarono il percorso concertativo e di trattativa con Cal Srl. Alla fine di una trattativa che definirono “lunga e tesa” ne scaturì un accordo che prevede l’assunzione di tutti i 59 lavoratori precedentemente in forza a Coop Idea, l’applicazione del contratto collettivo nazionale Trasporto Merci e Logistica, il mantenimento dei livelli retributivi.

Michele Franco della Cisl in merito a questo accordo ha dichiarato:
Quell’accordo stabilisce che nessuno viene licenziato. Anzi, c’era qualcuno che aveva il contratto a tempo determinato in scadenza a marzo che gli viene riconfermato. Il salario: una cooperativa che viene e mi dice da oggi si applica il contratto nazionale del 2015 in pieno già di per sé comporta un adeguamento contrattuale per i lavoratori. E quante cooperative oggi lo fanno? Vi posso assicurare che ce ne sono poche. Un contratto nazionale che dal primo giorno garantisce ai lavoratori tutti gli strumenti della malattia, dell’infortunio, dei buoni pasto. Quanti lo fanno?”.

A conferma di questo fatto Cal Srl dichiara di aver cambiato il suo piano industriale – che prevedeva il licenziamento di 9 persone – e di aver messo a budget 50.000 euro in più per garantire tutti i posti di lavoro, dando alle maestranze facoltà di decidere se aderire all’offerta entro il termine ultimo del 15.01.2016. Nonostante questa decisione abbiamo assistito alla protesta dei Cobas e la questione è andata ulteriormente infittendosi.

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