Caso Laminam: cittadino riceve la lettera dagli avvocati: “La sua condotta è diffamatoria”

La ditta invia una lettera a Gianmarco Bozzia, cittadino borgotarese molto conosciuto e stimato, che…

La ditta invia una lettera a Gianmarco Bozzia, cittadino borgotarese molto conosciuto e stimato, che in questi mesi ha sempre combattuto in favore della verità sul “Caso Laminam“; lo abbiamo intervistato in esclusiva

BORGOTARO | “Siamo con la presente a diffidarLa dal reiterare qualsivoglia condotta diffamatoria ai danni di LAMINAM S.p.A. e – contestualmente – a porre in essere – in modalità analoga da cui al post – una condotta riparatoria quale quella della rettifica del dichiarato“. Queste le parole con cui si conclude la lettera ricevuta ieri dal cittadino e imprenditore borgotarese Gianmarco Bozzia. La diffida arriva dalla nota ditta di ceramiche, Laminam S.p.A., nell’occhio del ciclone in questi mesi, perché individuata da parte della popolazione come responsabile di emissioni odorose e conseguenti sintomatologie.

I legali rappresentati della società hanno inviato una missiva a Bozzia in seguito ad un post apparso su Facebook dell’interessato, che – stando a quanto riportato dagli avvocati – lederebbe l’onore dell’azienda in quanto diffamatorio e non supportato da valide prove scientifiche. Nel post di Gianmarco Bozzia si legge: “nessuna persona sana di mente può negare l’evidente correlazione fra la ditta Laminam e le persone che sono state male in questo anno e mezzo“. Questa la frase che ha fatto scattare la diffida nei confronti del cittadino borgotarese, ampiamente stimato in Val Taro e non, anche grazie alla popolarità sui social network.

L’associare con tanta superficialità Laminam S.p.A. a gravi problemi alla salute e accusare la Società di Totale Malafede ha un impatto gravissimo nel tessuto sociale di Borgo Val di Taro perché – come a Lei perfettamente noto – la popolazione è facilmente suggestionabile ed influenzabile ed ogni comunicazione (inutilmente) allarmante sul tema non può che nuocere alla collettività. La portata diffamatoria delle dichiarazioni è supportata dal fatto che non vi è alcuna evidenza di ipotetiche connessioni causali fra disturbi lamentati dalla popolazione e le emissioni della produzione LAMINAM come attestato dagli stessi organi ammessi alla Conferenza dei Servizi apertasi proprio in ragioni dei fatti per cui Lei ha scritto il post“, si legge nel resto della lettera.


In merito a questa vicenda abbiamo intervistato proprio il diretto interessato, tentando di ricostruire quanto accaduto. “Non voglio dare interpretazioni della lettera, spero che leggendola le persone si siano fatte la loro idea – ci spiega Gianmarco Bozzia. Mi aspettavo che sarebbe arrivata e credo che i veri mandanti non siano da ricercare nella ditta Laminam. Piuttosto, credo che sia qualcuno dei politici borgotaresi che ci governa da più di 50 anni“, afferma sicuro quando gli chiediamo se si aspettasse la diffida. Il provvedimento di Laminam colpisce un cittadino qualsiasi, a fronte di tanti che potevano essere interessati dallo stesso: “Mi vogliono mettere a tacere – confessa Bozzia – in più di un’intervista ho chiesto al Presidente di Laminam di dire in modo chiaro e onesto cosa uscisse dai camini della ditta, ma nessun test preciso è stato ancora fatto“.

Siamo preoccupati per la nostra salute – prosegue – e vogliamo sapere se sostanze altamente cancerogene quali Acroleina, Benzene e Formaldeide, come sosteneva qualcuno, escono dai camini. Oppure se sono fumi innocui. Questo, ancora oggi, è ciò che chiedo a Laminam a nome mio, della mia famiglia e di tutte le persone che vogliono risposte chiare: vogliamo sapere da fonti neutrali, condivise e accettate da tutti, cosa esce dal camino della ditta Laminam dopo la combustione”. A questo punto chiediamo a Gianmarco come intende tutelarsi, la risposta è quella di chi è abituato a combattere a testa alta: “Io non mi spavento e dirò sempre la mia verità, come ho sempre fatto. Non rinnegherò mai quanto detto perché so di essere in buona fede e nel giusto“.

Infine, chiediamo al protagonista della vicenda da quali sentimenti sia mosso, visto che in Valle c’è chi lo ha accusato di fare tutto questo perché interessato ad un futuro in politica e lui assicura: “Mi hanno detto che lo faccio perché voglio fare il Sindaco, ma posso ripetere ancora una volta che non me ne frega niente di scendere in politica e se lo facessi sarebbe solo per diventare Presidente del Consiglio. Sono seriamente preoccupato per la mia salute e voglio sapere in modo chiaro che quello che esce dai camini non mi faccia ammalare. Qualora ci dimostrassero in modo netto che nei fumi non ci sono sostanze dannose per la salute, sarò il primo promotore di Laminam“.

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