di Chiara Corradi e Riccardo Spaggiari

Nel giorno dell’anniversario dell’alluvione del Baganza che colpì Parma sette anni fa, viene dato l’avvio ai lavori della cassa d’espansione del torrente Baganza, nella zona del Comune di Sala Baganza. Alla cerimonia di presentazione dei lavori e all’avvio degli stessi sono presenti il presidente della Regione Stefano Bonaccini; l’assessore regionale Irene Priolo; il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il sindaco di Sala Baganza Aldo Spina e il sindaco di Collecchio Maristella Galli; il vice presidente della Provincia di Parma Giuseppe Delsante e l’assessore all’urbanistica del Comune di Parma Michele Alinovi. Nel corso della giornata sono intervenuti anche il prefetto Antonio Lucio Garufi, il rettore dell’Università Paolo Andrei, la dirigente del Ministero per le infrastrutture Angelina Catalano e il segretario generale dell’autorità di bacino distrettuale Meuccio Berselli.

La diretta della conferenza

La conferenza stampa viene aperta dalle parole del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che parla anche a nome degli altri Comuni coinvolti nell’opera della cassa d’espansione del Baganza: “Trent’anni per decidere e sette anni, quelli che ci separano dalla data dell’alluvione, per partire. Un’opera di tutela dei nostri territori, nell’interesse di tutta la comunità. E’ una giornata importante – prosegue il primo cittadino – perché abbiamo raggiunto un obiettivo tutt’altro che banale. Contento per un’opera utile al territorio che da sollievo alla vita delle persone e delle imprese del nostro territorio“.

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia – Romagna, ha quindi affermato: “E’ un investimento importante, il più complesso; tra i più onerosi che la Regione sta affrontando in questo mandato. L’avevamo promesso, insieme ai sindaci alcuni anni fa, oggi è una bella giornata per le istituzioni e per la politica: mantenere quello che si è promesso è ciò che da più credibilità a chi amministra“. Il Presidente ha anche fatto una raccomandazione alla ditta che svolgerà i lavori di rispettare i tempi di consegna – con il sottofondo del rumore delle ruspe già al lavoro – nell’ottica di mantenere le promesse fatte ai cittadini.

In base alla data che ricorda l’anniversario abbiamo costruito il cronoprogramma del progetto. Non è una cosa facile” – ha continuato l’assessore regionale Irene Priolo, sottolineando l’alto livello della diga sul Baganza, pronta anche ad affrontare i cambiamenti climatici a cui si va incontro. “L’intervento prevede un costo complessivo di 79 milioni di euro, di cui 55 milioni provenienti dal Ministero dell’ambiente, 5 milioni dal Ministero delle Infrastrutture e il restante messo a disposizione dalla Regione Emilia – Romagna. La cassa d’espansione – prosegue la Priolosi estenderà per 8,6 ettari di territorio per un totale di 56 mq di acqua. Ringrazio i sindaci dei tre territori interessati, tutti presenti oggi, per la loro disponibilità e per l’impegno che hanno messo in campo per mettere a punto questo progetto“.

A sottolineare l’importanza della giornata anche il prefetto di Parma Lucio Antonio Garufi, che nell’intervento ha ricordato la sua esperienza in Toscana con le casse d’espansione sull’Arno anch’esse fondamentali per il controllo delle acque. “Il 13 ottobre di sette anni fa ero da pochi mesi sindaco di Corniglio e mi sono dovuto scontrare con la realtà e con le difficoltà dell’affrontare un’emergenza come questa. Come Provincia – ha ricordato il vice presidente Giuseppe Delsantenon dobbiamo dimenticarci né di quello che sta a valle, quindi del nodo di Colorno, ma anche di quello che sta a monte, quindi dell’Appennino, a cui dobbiamo continuare a prestare attenzione“.

Orgoglio, come cittadino e come Rettore dell’Università, è stato espresso da Paolo Andrei che ha ricordato come già anni fa l’Ateneo aveva studiato la possibilità di fare una cassa sul Baganza. “Come Aipo – spiega Meuccio Berselli, segretario generale dell’autorità di bacino distrettuale – abbiamo scelto da subito questo posto e non abbiamo mai cambiato idea. Con questo invaso metteremo in sicurezza Parma e il nodo di Colorno. Tutti i soggetti al tavolo sono stati uniti, per un progetto che punti alla mitigazione idraulica di Parma. Parliamo di sette anni: ci sembrano tanti, ma in realtà è un risultato ottimale, raramente serve così poco tempo“.

La presentazione del progetto

Durante la conferenza stampa è stato presentato il progetto della cassa d’espansione. La previsione della conclusione dei lavori è per giugno 2026. Ad illustrare il progetto e l’iter dei lavori l’ingegnere Mirella Vergnani che, dopo i ringraziamenti di rito, ha spiegato che l’opera parte già con gli espropri conclusi, senza contenziosi. “La gara di appalto dei lavori è stata conclusa in pochi mesi: i lavori sino stati affidati alla ditta austriaca Strabag. Il cantiere è un’opera classica che percorre in maniera trasversale il corso d’acqua, con un altezza di 17 metri e 3 milioni di invaso solo nel primo comparto. L’inizio ufficiale dei lavori è avvenuto lo scorso 7 ottobre. Grande fiducia nell’impresa – conclude l’ingegnere – che ha collaborato in maniera impeccabile“. La cerimonia si è conclusa con la benedizione del parroco di Sala Baganza Don Giovanni Lommi e la posa della “prima pietra” da parte delle autorità.

Le foto della conferenza stampa

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