La nuova “vita” dei defunti: in Svizzera creano diamanti dalle ceneri | dal Mondo
L’idea è di cinquant’anni fa, ora un’azienda la mette in pratica per fabbricare circa mille diamanti all’anno; un terzo delle richieste arriva dal Giappone
L’idea è di cinquant’anni fa, ora un’azienda la mette in pratica per fabbricare circa mille diamanti all’anno; un terzo delle richieste arriva dal Giappone
“Polvere siamo, diamanti diventeremo“, così si modificano le parole della Bibbia che ci ricordano le nostre origini e il nostro destino. Arriva dalla Svizzera il nuovo business che trasforma le ceneri dei defunti in diamanti. “Le ceneri della salma – spiegano – sono trattate con agenti chimici per estrarre il carbone, riscaldato e trasformato in grafite, poi introdotto in un macchinario che riproduce le condizioni del centro della Terra, dove crescono i veri diamanti a 1.500 gradi“. Questo il procedimento con cui nascono le gemme sintetiche.
Il vantaggio che questo metodo ha sul processo naturale è il tempo: la natura può impiegare milioni di anni per produrre un diamante, mentre la tecnica sfruttata dall’azienda consente di avere diamanti pronti in un mese. La produzione delle gemme preziose con questo sistema ha costi notevoli: dai 5 ai 20 mila euro, in base alle dimensioni delle gemme e alla quantità richiesta. L’osservazione dei clienti però è incredibile: “Non è nemmeno un sistema troppo caro rispetto ai costi dei funerali, della tomba e della successiva manutenzione“.
Tantissime richieste dal Giappone: “Diamantizzare i defunti per non dimenticarli”
Il mercato è in aumento e un terzo delle richieste arriva dal Giappone. Lo racconta il quotidiano spagnolo El Pais: “Sono entusiasti di questo processo di ‘diamantizzazione’, perché lo trovano un ottimo modo per non dimenticare i propri cari“. E dal settimanale precisano: “L’idea di trasformare le ceneri in diamanti ha più di cinquant’anni, mentre quella di farlo con quelle umane molti meno. La paternità dell’idea è contesa: tra chi la rivendica anche Rinaldo Willy, proprietario dell’azienda svizzera Algordanza, che fabbrica circa mille diamanti all’anno”.
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