I dati delle urne non lasciano dubbi: Parma (quel poco meno del 40% che ha votato) ha scelto chiaramente di dare fiducia a Michele Guerra. Due visioni di città diverse, quella di Guerra “Ho scelto il futuro”, contro quella di Vignali ferma a dieci anni fa. In un video, lanciato in campagna elettorale dalla lista civica Generazione Parma è ben riassunto uno degli errori che il candidato del centrodestra ha fatto più frequentemente nel corso di questi mesi: è la campagna del trapassato prossimo, con i troppi “avevo fatto” e “avevo detto”.

Il centrodestra parmigiano dovrà riflettere attentamente su questi risultati e farsi un’autocritica importante, facendo saltare anche “qualche testa” per ripartire da zero. La Lega ha preso meno di 3.000 voti, raggiungendo il 4,14%, meno anche di Europa Verde che dopo 25 anni torna in Consiglio Comunale; Forza Italia si è fermata ancora più in basso, al 2,63% sotto la percentuale della lista civica di Giampaolo Lavagetto che correva senza l’appoggio di nessun partito. Due le possibili motivazioni, che si sono sommate portando a questi dati: la scelta non condivisa del candidato Vignali e la crisi del centrodestra su scala nazionale. Il risultato è stato che il 60% delle persone, ieri, ha deciso di non recarsi alle urne.

Al di là del suo riscatto personale, più che lecito e condivisibile, la città non poteva ri-eleggere un Sindaco che l’ha portata al Commissariamento. Indipendentemente da assoluzioni o patteggiamenti, in quegli Parma è salita alla ribalta delle cronache nazionali per il malgoverno della città e questo i parmigiani non l’hanno dimenticato. E non lo dovevano dimenticare neanche i partiti, che invece si sono fatti guidare da decisioni imposte dall’alto senza pensare a chi e di cosa aveva veramente bisogno la città.

L’alleanza “Uniti vince Parma” che era una forzatura, ampiamente criticata – con Effetto Parma che passa dall’oltre 30% del 2017 all’8% di questa tornata elettorale – si è trasformata nell’unica forza (grande capacità del centrosinista) di portare le persone alle urne. Il centrodestra, scegliendo Vignali e frammentandosi – Fratelli d’Italia che corre da solo al primo turno e che non fa un apparentemento ufficiale al secondo la dice lunga sulla scelta condivisa del candidato – ha sbagliato un goal a porta vuota. “Chi è causa del suo mal, pianga se stesso“.