Cinema e Covid: le difficoltà e il coraggio di chi prova a ripartire in provincia | INTERVISTA

A partire dal 15 giugno 2020 sono state riaperte le sale cinematografiche e i teatri italiani dopo il lungo periodo di lockdown. Le linee guida, allegate al Dpcm che disciplinava la cosiddetta Fase 3, prevedevano: un massimo di 200 spettatori al chiuso, mille per gli spettacoli all’aperto, percorsi separati per entrata e uscita, un elenco presenze da mantenere a disposizione per 14 giorni in caso di controlli, mascherine per il pubblico e per gli operatori che organizzavano l’accesso e per gli artisti; obblighi per gestori, operatori e clienti di mantenere il distanziamento interpersonale di un metro, misurazione della temperatura corporea, periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi anche tra un evento e l’altro nella stessa giornata.

La chiusura a causa del Covid-19 ha prodotto danni economici ingenti al settore: secondo una stima delle perdite, fornita dalla Siae, in Italia, 3 cinema e teatri su 4 affrontavano una profonda crisi, il 76,5% dei teatri ha fatto ricorso ad ammortizzatori sociali. Con il nuovo Dpcm del 7 ottobre, gli spettacoli mantengono lo stesso limite precedente per il numero di spettatori: resta il vincolo di 1 metro tra un posto e l’altro e l’assegnazione per i posti a sedere. Sospesi, invece, tutti quegli eventi che provocherebbero assembramenti e in cui non è possibile garantire le distanze di sicurezza.

É, per cinema e teatri, un momento molto delicato poiché bisogna adattarsi alle norme sanitarie, rivedere la programmazione, e modificare gli spettacoli per non dover creare assembramenti sul palco fra gli attori. Molti hanno riaperto, altri ancora vivono nell’incertezza e non sanno se e quando riusciranno ad accogliere nuovamente gli spettatori: in questo clima, di disorientamento e precarietà, troviamo le attività più colpite dalla crisi e i suoi lavoratori che sono stati definiti “invisibili“. In questa intervista, Angela Vernasca, titolare del Cinema Odeon di Salsomaggiore Terme, e Marco Zanelli, referente amministrativo del Cinema – Teatro Crystal di Collecchio, raccontano come hanno affrontato, e stanno tutt’ora affrontando, l’emergenza sanitaria.

La titolare del Cinema Odeon di Salsomaggiore Terme: “Non si può sopravvivere così”

A Salsomaggiore, il Cinema Odeon ha provato a riaprire ma ha dovuto richiudere dopo qualche settimana. La titolare, Angela Vernasca, ci ha raccontato le emozioni provate quando ha pubblicato l’avviso della chiusura della sala a causa del lockdown: “É stata una batosta morale: anche perché non si sapeva che cosa sarebbe successo dopo, per cui eravamo molto preoccupati.” Nonostante la possibilità di riapertura del 15 giugno, l’Odeon ha riaperto solo l’11 settembre: “Non eravamo ancora nelle condizioni adeguate per riaprire e non c’erano film perché avevano bloccato le programmazioni. Poi abbiamo maturato la decisione di ripartire: di lì a breve, sarebbero usciti titoli abbastanza importanti. Invece sono stati tutti rimandati al 2021. Inoltre, gli spettatori erano pochi e quindi abbiamo iniziato a sostenere più spese che entrate. Anche in previsione dei mesi invernali c’era la questione del riscaldamento: abbiamo pensato di fermarci prima di indebitarci ulteriormente”.

Nella fase di preparazione alla riapertura, il cinema ha dovuto anche fronteggiare altre spese per adattarsi alle norme igienico sanitarie: “Abbiamo fatto sanificare tutto il locale, abbiamo numerato tutte le poltrone e fatto una mappa posti per poter distanziare le persone; abbiamo comprato sanificatori e termometri per la temperatura. Da 400 posti siamo passati a 120-130.” La titolare hanno dovuto affrontare dei costi che non sono stati ripagati e, per questo, ha deciso di chiudere fino a data da destinarsi: “Non sappiamo come si evolveranno le cose. Purtroppo, ci pesa anche l’incertezza perché non sappiamo quando potremo avere le condizioni per riaprire: dipende dai contagi, dalle case distributrici che devono tirare fuori qualcosa, e poi la gente, con questi nuovi dati, ha paura a recarsi al cinema“.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, invece, Angela Vernasca ha puntualizzato che la loro attività non conta dipendenti e che il “Comune ci ha aiutato, dandoci un contributo che è più una collaborazione: noi diamo delle gratuità. Abbiamo ricevuto i 600 euro, abbiamo chiesto un prestito alla banca con i fondi dello Stato per fronteggiare tutti i costi: ma non si può sopravvivere così. Ci siamo attivati da tutte le parti ma non è servito. Abbiamo intenzione di riaprire ma navighiamo nel buio perché vorremmo fare tante cose, ma non possiamo fare niente. C’è rimasta la speranza ma con quella si riesce a fare poco”.

Il referente del Cinema-Teatro Crystal di Collecchio: “Non si può pretendere che i cinema e i teatri riaprano completamente”

A differenza dell’Odeon, il Crystal di Collecchio ha provato a reinventarsi programmando una stagione cinematografica per adulti e bambini; ma per ciò che riguarda gli spettacoli dal vivo, tutto è ancora fermo. A spiegarcelo è Marco Zanelli, referente amministrativo del Cinema – Teatro Crystal di Collecchio: “Quando è scattato il lockdown abbiamo dovuto interrompere tutti gli spettacoli e non siamo riusciti a riprogrammarli. Anche i corsi di teatro sono stati tutti sospesi e non è fattibile riprenderli finché ci saranno queste limitazioni anche sul palco. Gli spettacoli precedenti al 15 giugno, ed anche gli spettacoli successivi che erano già programmati, sono stati annullati dalle stesse compagnie: presupponendo che il pubblico stesso potesse avere paura di venire a teatro. Durante l’estate l’attività è chiusa e riprende a settembre. Abbiamo organizzato un paio di conferenze ad ottobre, ma in generale è tutto molto fermo“.

Parlando di riprogettare una nuova normalità, Zanelli ha ribadito che materialmente non è possibile fare spettacoli di teatro, a meno che non siano monologhi o letture: “Con le regole che ci sono adesso non si possono affrontare spettacoli di prosa: tutto è stato rimandato a una data ancora da definire. Nonostante la capienza ridotta, il Crystal riesce ad avere circa 122 posti rispetto ai 336. Quindi una cosa che si potrebbe fare sono concerti di musica leggera o musica classica: i musicisti possono essere distanziati sul palco e il anche il pubblico in platea“.

Il Cinema-Teatro Crystal non ha dipendenti, in quanto è gestito da un‘associazione culturale e col volontariato: “Partiamo da un punto di vista favorito rispetto ai teatri che devono funzionare per poter vivere: la nostra è una gestione basata più sul volontariato anche se la programmazione, ultimamente, si era alzata molto come livello. Però abbiamo fatto richiesta di aiuti statali che sono arrivati e ci hanno dato una mano a sopravvivere. Le prospettive sono molto tristi per quanto ci riguarda: oltre quello che stiamo già facendo si può fare poco.” Si è poi soffermato su quali sarebbero le misure da adottare per sostenere il settore, confermando che sarebbe utile far arrivare qualche aiuto ulteriore a livello economico “perché ci rendiamo conto che la situazione, a livello sanitario, è grave: quindi non si può pretendere che i cinema e i teatri riaprano completamente. Le motivazioni che hanno portato a queste chiusure e limitazioni sono importanti e non si può far altro che cercare di superare il periodo”. La loro idea di ripartenza, in questo caso, riguarda una programmazione “forzata” per mantenere comunque attivo il teatro: “Abbiamo pianificato una stagione cinematografica per ragazzi, con l’aiuto del comune di Collecchio, e una stagione che partirà dalla fine di ottobre con 8 titoli di film per adulti. Stiamo cercando di riattivarci malgrado le problematiche che ci sono“.

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